lunedì 17 ottobre 2011
mercoledì 28 settembre 2011
Tribunale di Napoli, dibattito sulla PAS promosso dal Centro Studi Diritto di Famiglia
Si è svolto al Tribunale di Napoli, il 26 settembre 2011, nell'Aula Arengario, un interessante Dibattito tra giuristi e psicologi su un tema molto controverso, la cosiddetta "sindrome di alienazione genitoriale" o PAS, promosso dal Centro Studi Diritto di Famiglia, Sezione di Grumo Nevano.
I lavori sono iniziati verso le ore 11.30 introdotti dalla Presidentessa del Centro Studi, l'Avv.ssa Carolina Ferro, componente della Commissione pari opportunità del CdO Avvocati di Napoli; ha moderato i lavori l'Avv.ssa Immacolata Troianello, Consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Napoli.
Di rilievo le partecipazioni al dibattito, dal Dr Gaetano Annunziata, Presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione al prof. Marino Maglietta, estensore della Legge 54/2006, avv. Matteo Santini, Presidente nazionale del centro studi, Dr Maurizio Barruffo, Magistrato del Tribunale dei minori di Napoli e tante altre personalità di rilievo.
Numerosi gli interventi che hanno parlato delle accese controversie generate dai dibattiti sulla PAS che vedono due fazioni nettamente contrapposte.
L'Avv.ssa Elena Coccia, componente dell'esecutivo nazionale dei Giuristi Democratici si è espressa senza mezzi termini contro questa presunta malattia; subito dopo il suo intervento l'Avv.ssa Coccia ha dovuto allontanarsi per precedenti impegni istituzionali al Comune di Napoli per cui non abbiamo potuto ascoltare la sua replica agli altri relatori.
È intervenuto quindi il Prof. Maglietta, Ingegnere a Docente di Fisica della Materia all'Università di Firenze, estensore sia della Legge n° 54/2006 (Legge sull'affido condiviso) sia dei progetti di Legge in discussione in Commissione Giustizia al Senato, di modifica della Legge 54, DDL 957 e DDL 2454. Ha fatto notare come nel secondo progetto di legge è scomparso il riferimento alla PAS sostituito dal concetto di "comprovata manipolazione del minore".
Ha preso quindi la parola il Dr Andrea Mazzeo, Psichiatra, con un rapido intervento nel quale ha evidenziato come la PAS non sia compresa in nessuna classificazione ufficiale delle malattie e che quindi non ha valenza scientifica (analogamente alla "terapia Di Bella" per i tumori, che negli anni '90 suscitò le medesime polemiche tra favorevoli e contrari); un secondo aspetto evidenziato dal Dr Mazzeo è stato quello sulla non utilizzabilità in Tribunale, come prova, di una presunta malattia che non ha un riconoscimento scientifico ufficiale. Il Dr Mazzeo si è riservato di affrontare altri aspetti nel secondo giro di interventi.
Ha replicato al Dr Mazzeo il Dr Fabio Delicato, criminologo e CTU del Tribunale di Napoli, argomentando che le classificazioni a volte non comprendono malattie che invece esistono realmente, citando come esempio il gambling, ovvero la dipendenza dal gioco d'azzardo.
È stato clamorosamente smentito in questa sua affermazione nel pomeriggio, dal travolgente intervento della Prof.ssa Alessandra Lumachelli, Grafologa e Sociologa dell'Università Politecnica delle Marche, la quale invece ha rimarcato, manuale delle classificazioni alla mano, come il gioco d'azzardo patologico sia invece compreso nelle classificazioni ufficiali delle malattie.
Ed è stato proprio l'intervento pomeridiano della Prof.ssa Lumachelli quello che ha riscosso il maggiore interesse scuotendo una platea ormai stanca e un po' assonnata. La relatrice ha parlato della PAS come costruzione sociale più che patologia di natura medica; una sorta di leggenda metropolitana che ripresa e ripetuta da più persone, promossa da sponsor e supporter, alla fine viene creduta vera pur non essendo basata su nulla di razionale. Il suo intervento ha incontrato il deciso favore dei presenti che le hanno tributato un lungo applauso.
Degli umori della sala il cronista ha raccolto sensazioni di autentica ripulsa verso la PAS alla notizia che Gardner, il suo inventore, esprimeva opinioni favorevoli alla pedofilia e che sono divenute una sorta di manifesto delle organizzazioni internazionali filo-pedofile, a giustificazione delle loro perversioni, e una notevole delusione dei numerosi psicologi presenti che si aspettavano un maggiore approfondimento sulla PAS.
mercoledì 18 maggio 2011
La costruzione sociale della PAS - Alessandra Lumachelli
relazione di Alessandra Lumachelli
Nel 1913 Ferdinand de Sassure nel suo saggio “Corso di linguistica generale” afferma che, nella struttura del linguaggio (con la quale delineiamo la nostra esperienza), il concetto centrale è quello di “segno”.
Le cose che si trovano all’interno della nostra mente sono segni, e come tali hanno due componenti: il significante (il suono della parola, per es., “bambino”) e il significato (la cosa indicata, il bambino in carne ed ossa).
Per Sassure il legame tra significante e significato ha un’importante caratteristica: è arbitrario, è una pura convenzione.
Infatti ogni lingua utilizza parole diverse per indicare il bambino (child, enfant, ecc.).
Inoltre, abbiamo diviso il mondo in bambini, adulti, animali, intelligenza, emozioni, ecc., ma esistono culture in cui le nostre suddivisioni non hanno luogo.
Quindi, noi con il linguaggio abbiamo suddiviso il mondo in categorie arbitrarie.
Ed è perciò che Sassure sostiene che il nostro linguaggio non applica etichette ad una realtà oggettiva, ma costruisce una realtà in modo arbitrario e soggettivo.
Per il linguista ginevrino, quando un significante si connette ad un significato, questa connessione diventa fissa, e assume un significato condiviso (ma non immutabile nel tempo).
Durante la seconda guerra mondiale, i governi britannico e statunitense richiedono ad alcuni psicologi di rintracciare strumenti concettuali utilizzabili a fini propagandistici e di manipolazione delle coscienze, per tenere alto il morale delle truppe e convincere ad es. i soldati a cibarsi in maniera misera.
Nasce il “costruzionismo sociale” (Gergen, Focault, Derrida, Parker).
Si evidenzia così il legame tra sapere e potere: il linguaggio diventa una forma di azione sociale, e quando le persone parlano l’una all’altra è allora che si costruisce il mondo.
La nostra conoscenza non è una diretta percezione della realtà, ma è nell’interazione reciproca che costruiamo la nostra versione soggettiva della realtà.
La nozione di verità diventa illusoria.
Anche l’identità si costruisce nei discorsi che intervengono nelle relazioni con le altre persone.
Quindi l’identità non sgorga dall’interno di un individuo, ma emerge dal mondo sociale in cui la gente nuota, in un mare di segni linguistici, un mare che è il medium, il mezzo della nostra esistenza.
Gli eventi, le persone, i fenomeni sociali risultano soggetti continuamente ad una grande varietà di costruzioni possibili.
Alcune di tali costruzioni appaiono più sensate, più verosimili di altre.
Per Focault la conoscenza, intesa come la particolare idea del mondo prevalente nel senso comune, è strettamente, intimamente connessa col potere.
Il potere è precisamente un effetto del discorso.
Definire una cosa, una persona, il mondo in un modo che ti consente di fare certe cose che vuoi fare, questo è esercitare potere.
Ecco come s’inserisce nel quadro della società attuale la falsa sindrome di PAS, inventata da Gardner negli Stati Uniti negli anni ’80.
Avendo Gardner deciso di difendere, a suon di centinaia dollari, i padri abusanti nelle cause di separazione, sceglie di costruire una realtà arbitraria: sostiene, quindi, che ogni madre che, in una causa di separazione, accusa il proprio partner di abusi nei confronti dei figli minori, lo fa solo perchè è pazza, e perchè tenta di manipolare i bambini, per allontanarli dal padre e per ottenere denaro da tali affermazioni.
E, a grappolo, sono state inventate altre malattie, generate dalla PAS: la sindrome della madre malevola, il bambino alienato, ecc., affermando che pure Freud descriveva tali sindromi.
In realtà, Freud in “Totem e tabù”, parlando dell’istinto di morte, cioè della nostalgia che l’essere umano avrebbe nei confronti del nulla e del caos, nostalgia che può concretizzarsi in comportamenti distruttivi e in esplosioni di aggressività incontrollata, introduce la sindrome di Medea, che può condurre all’infanticidio.
Medea, nel mito greco, tradita dal suo amato Giasone, impazzisce ed arriva ad uccidere i propri figli.
Ma l’infanticidio è una infinitesima percentuale a fronte di un prevalente comportamento materno sano.
Le sindromi si fondano su comportamenti reiterati socialmente e statisticamente corposi.
Per inciso, sono assolutamente d’accordo con Briffault, il quale sostiene che l’istinto materno non è affatto innato.
Anche per me, la maternità è un sentimento che può, o meno, svilupparsi in una donna, ma non è “scontato”, non è già insito nel DNA femminile.
Negli ultimi anni, si registra un cambiamento strutturale del pedofilo così come lo si intendeva precedentemente: le statistiche non ci descrivono più un uomo anziano, povero, senza cultura, solo e senza figli/nipoti, ma ci raccontano di un uomo di 30-50 anni, con buona/ottima istruzione ed un lavoro ben remunerato, sposato, con figli.
Potremmo definirlo un uomo di potere.
Ed assistiamo ad un crescente aumento di cause per separazione.
Non si può non collegare la comparsa improvvisa del fenomeno PAS con il tentativo di soffocare la voce di chi, culturalmente nei secoli, ha sempre avuto meno potere decisionale: i bambini (che non votano) e le donne.
Eppure i bambini sono il nostro presente, la nostra forza, il nostro tesoro.
Ed ognuno di noi, qualsiasi professione svolga, che sia genitore o meno, ha l’obbligo, in quanto adulto e membro della società, di tutelare i minori, i più piccoli.
Nonostante l’apparente centralità del minore nella nostra società (centralità di marketing, economica, ma mai culturale, profondamente radicata), si continua a fondare il mondo sullo strapotere dell’adulto.
Concludo con le parole usate dalla Prof. Maria Rita Parsi per chiudere la prefazione al mio saggio “Distruggere il muro del silenzio”: “Insomma, un mondo a misura di bambino perché la dismisura è già, di per sé, la madre di tutti gli abusi”.
Grazie.
Pubblicato da Alessandra Lumachelli a 21:51
sabato 16 aprile 2011
PAS, UN'ARMA IMPROPRIA CONTRO I DIRITTI DI DONNE E BAMBINI.CONVEGNO A ROMA
Come l'invenzione di un ideologo della pedofilia è entrata nelle aule dei tribunali
Roma, 6 maggio 2011 ore 14.00
- Palazzo del Senato “ex-Hotel Bologna”,
Via di Santa Chiara 105
Relatori del convegno:
Girolamo Andrea Coffari, avvocato, presidente del Movimento per l'Infanzia, Firenze
Claudio Foti, psicologo psicoterapeuta, presidente del centro Hansel e Gretel, Torino
Roberta Lerici, Italia dei Valori e responsabile MIF per il Lazio
Roberto Mazza, psicoterapeuta, docente Psicologia sociale Università degli Studi di Pisa
Alessandra Lumachelli, sociologa, Università Politecnica delle Marche
Andrea Mazzeo, psichiatra, Dirigente Medico, CSM, ASL di Lecce
Sonia Vaccaro, psicologa clinica, specialista in "Victimologia y violencia de género", Madrid
Programma:
Conclusioni Sen. Stefano Pedica
Moderatori: Andrea Coffari e Roberta Lerici
Segreteria Scientifica: Andrea Coffari, Claudio Foti, Andrea Mazzeo, Roberta Lerici.
Segreteria organizzativa: Associazione Valore Donna
Info: movimentoinfanzialazio@gmail.com
L’evento è rivolto a medici, psicologi, avvocati, assistenti sociali, esperti del settore minorile ed interessati al tema
FONTE: movimentoinfanzialazio.blogspot.com
