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domenica 25 dicembre 2011

Clamoroso: 700 psichiatri forensi hanno RIFIUTATO l'intervista di Warshak




Lo dichiara una mesta nota del blog di Richard Warshak del maggio 2011, diffusa in questi giorni dai profeti italioti della p.a.s. con la solita tracottante mistificazione del dato scientifico. Non è così per Warshak, il quale negli states rischia addirittura che alcuni professionisti gli tolgano il saluto.

Infatti, si è tenuta proprio nel maggio scorso l' International Conference of the Association of Family and Conciliation Courts, alla quale hanno partecipato circa 1000 esperti di psichiatria e psicologia forense. Nel corso della conferenza Warshak e i suoi accoliti hanno proposto ai partecipanti una intervista sul tema dell'inclusione dell'alienazione genitoriale nel DSM-V, la futura edizione del Manuale Diagnostico e Statistico della American Psychiatric Association attualmente in corso di redazione.

Tra i mille partecipanti sono stati ben 700 i professionisti della psichiatria forense che hanno rifiutato ogni contatto con gli accoliti pro P.A.S., onde non finire invischiati nella consueta mistificazione del dato scientifico.

In merito ai trecento "spartani" costretti alle Termofili, cioè messi alle strette dagli intervistatori, è lo stesso Warshak a dichiarare la sconfitta dell'aver ricevuto risposte di argomento diverso sulle possibili cause che inducono un bambino a rifiutare il genitore non convivente (il 98% dei 300 intervistati), ma tutte le risposte sono risultate univocamente contrarie all'inclusione della p.a.s. (sindrome di alienazione genitoriale) nel DMS-V.

Per questa ragione Warshak sul suo blog si domanda se non sarebbe stato più opportuno evitare del tutto la parola "alienazione" dall'intervista, utilizzando domande semplici come: "Credi che ci siano alcuni casi in cui il comportamento del genitore rifiutato non ha contribuito in modo significativo al rifiuto di un bambino?"

Data la non infallibilità del comportamento umano, vista e studiata nel maschio della specie, non crediamo affatto a questa possibilità. Un bambino che rifiuta uno dei due genitori ha sempre delle ottime ragioni, fosse anche l'assegno di mantenimento con il quale il padre ricatta la madre.

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LA MISTIFICAZIONE ITALIANA

In Italia, come visibile dallo screen shot, la mesta notizia data da Warshak è stata magnificata e gonfiata a dismisura e dei 700 rifiuti "a priori" si è persa traccia, mentre sui restanti "300 spartani" gonfiati fino all'intero totale dei partecipanti è stato millantato il plauso alle tematiche della p.a.s.

Secondo il traduttore della Geobox.IT Srl di Firenze, infatti, il solo tema trattato dalla conferenza annuale dell'Association of Family and Conciliation Courts del maggio scorso sarebbe stato la p.a.s. (sindrome di alienazione genitoriale) e la sua introduzione nel DMS V. Essendo ciò evidentemente un incredibile Falso, visto che la conferenza annuale della AFCC ha come oggetto solo temi scientifico - legali a carattere nazionale e anche, dove occorra, il rinnovo delle cariche.

A beneficio dei lettori è giusto ribadire che l'applicazione forense è considerata una branca minore della Psichiatria, la quale invece si fonda sulla ricerca, sul dato statistico e sugli studi accademici. Lo stesso accade in Italia, dove la figura professionale che più si avvicina ad uno psichiatra forense americano è quella dello psichiatra delle "assicurazioni", cui nessuno attribuirebbe una cattedra di "ricerca" anche per la peculiare staticità dell'argomento giurisprudenziale.

Diffidate dalle imitazioni: in Italia le politiche della P.A.S. sono propugnate da alcuni mediocri studi legali, pochi psichiatri assicurativi e da 24 associazioni che non hanno neppure 8 membri ciascuna, ma pescano nel fondo del 5x1000 a discapito del lavoro di tutte le Onlus impegnate nel volontariato. E' storia che l'amministratore della Geobox.IT Srl, attuale traduttore degli scritti di Warshak e webmaster del pacchetto pubblicitario p.a.s. (500 pagine facebook, più di 100 siti web), sia un ex esercente del settore telematico della pornografia. L'uomo è attualmente sotto processo per gravi maltrattamenti familiari, il reato a lui ascritto è stato sancito da una sentenza della Suprema Corte di Cassazione.

Il ddl 957 che ha la presunzione di voler introdurre dal nulla la p.a.s. nel nostro ordinamento giudiziario è incostituzionale alla stregua delle leggi razziali di Mussolini, perché di fatto introduce un pregiudizio medico giudiziario nei confronti del minore impedendone la testimonianza in Tribunale e/o rendendola inascoltabile per "malattia".

Originale: http://giustizia-quotidiana-no-pas.blogspot.com/2011/12/clamoroso-700-psichiatri-forensi-hanno.html

Loredana Morandi

giovedì 10 novembre 2011

Audizione Commissione Giustizia Senato: Documento del Movimento per l'Infanzia

http://www.tv14.net/wp-content/uploads/2010/09/Senato-della-Repubblica.gif

2ª Giustizia - Indagini conoscitive


Indagine conoscitiva sull'applicazione concreta della legge n. 54 del 2006 in materia di affido condiviso

Seduta n. 268 - Martedì 8 novembre 2011


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Documento del Movimento per l'Infanzia all'audizione della Commissione Giustizia del Senato, a cura Avv. Girolamo Andrea Coffari, presidente del Movimento per l'Infanzia, e del Dott. Andrea Mazzeo, dirigente medico psichiatra della Asl di Lecce:



Movimento per l'Infanzia - Documento depositato (2454 KB)


Altri testi di interesse

Organismo Unitario dell'Avvocatura (OUA) - Documento depositato (80 KB)

Camera Minorile Nazionale in CamMiNo Relazione - Documento depositato (237 KB)


Le osservazioni dell'AIMMF (Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e la Famiglia) si possono leggere a questo link:

http://www.minoriefamiglia.it/pagina-www/mode_full/id_1010/

mercoledì 9 novembre 2011

Un caso di falsità nella perizia di P.A.S.

Oggi presso un Tribunale per i Minorenni, del quale, per adesso, non rivelo la sede, un giudice ha dettato il quesito al Consulente Tecnico d'Ufficio, il quesito espressamente indicava al Consulente di verificare se fra la madre e il figlio si era instaurata la PAS.
Ho contestato il testo del quesito spiegando al giudice che la PAS non esiste, che sarebbe come chiedere di applicare una legge che non è stata mai approvata, ho aggiunto anche che la PAS è orientata univocamente a cercare disfunzioni nel rapporto madre-figlio, dimenticandosi delle problematiche che possono riguardare il rapporto padre-figlio.
Orientare la CTU verso un'unica soluzione è parziale e crea, fin dall'origine, i presupposti per un pre-giudizio.
Ciò che è incredibile è che il padre è processato per maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie e il figlio ha dichiarato di avere assistito (ovviamente soffrendone) agli atti di violenza.
Lo stesso figlio ha raccontato anche che il padre abusava di lui, ma il PM, guarda caso, ha chiesto l'archiviazione perchè il Consulente del PM ha sospettato una PAS!
Il risultato quale è?
Che puoi violentare tranquillamente i tuoi figli e fare violenza alla moglie, al massimo se ti lamenti o denunci ci sarà sempre un giudice, almeno oggi incredibilmente c'è stato, che chiederà ad un Consulente Tecnico di verificare che tuo figlio e tua moglie sono malati, di una malattia che non esiste, s'intende, di una malattia pensata da un uomo perverso (Gardner) che ha scritto cose abominevoli sui bambini e che, a pieno titolo, è da considerarsi un ideologo della pedofilia.
Ma il solerte CTU osservando i sintomi che il perverso Gardner ha individuato, prima di ogni sentenza, prima di ogni verifica, diagnosticherà la PAS e questa diagnosi diventerà il criterio con il quale I PM o i giudici penali chiuderanno il caso o assolveranno.
Siamo alla follia.
Sparisce ogni garanzia processuale, sparisce la cognizione del fatto, il tabù dell'incesto ha vinto, l'ideologo della pedofilia, Gardner, ha vinto e con lui i suoi seguaci, i giudici hanno risolto un problema spinoso prima ancora di affrontarlo, tutto nell'interesse prevalente del bambino, s'intende, nella promozione dei diritti dei bambini, s'intende, specialmente il diritto all'ascolto del bambino, s'intende, così esattamente come il maestro Gardner insegna e i suoi allievi-seguaci imparano.
O si capisce che è necessario mobilitare le coscienze oppure arrendiamoci all'idea che è la cultura pedofila (quella di Gardner e di Underwagher - del quale parleremo nelle prossime puntate) a dettare regole, sindromi e sintomi con i quali far tacere i bambini e le donne vittime di violenza.

giovedì 27 ottobre 2011

Uno spettro si aggira nei tribunali USA: anche dopo morto Gardner condiziona i giudici

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In questo articolo allarmante Anne Grant responsabile dei centri antiviolenza dello stato americano del Rhode Island fa un appello al giudice appena nominato nuovo presidente del Family Court perchè metta al bando le tattiche coercitive introdotte dallo psichiatra Richard Gardner che hanno traumatizzato i bambini e le loro madri. Oltre sette anni dopo la sua morte lo spettro di Richard Gardner e delle sue teorie si aggira ancora nei tribunali USA e condiziona i verdetti dei giudici nei casi di affido.

Gardner - scrive Anne Grant - ha progettato un'arma "stealth" come i bombardieri invisibili nel 1985 chiamandola Sindrome da alienazione genitoriale. Come negazionista della violenza domestica Gardner ha testimoniato a favore di centinaia di padri per dimostrare che le madri avrebbero alienato i figli contro i padri. Nell'articolo vengono presentati tre casi di minori strappati alle madri grazie all'arma micidiale della PAS.

As Judge Haiganush R. Bedrosian becomes Chief of Family Court, it is time we banished the ghost of Dr. Richard Gardner, whose coercive tactics in Rhode Island courtrooms have been haunting families traumatized by domestic abuse.

Victims of terror do not present well in court. They are tense, emotional and understandably outraged. On the opposing side, tyrannical controllers can be calm and charming litigants, confident in the damage they have inflicted. Their lawyers, who are often accomplished bullies in their own right, tell astounding lies calculated to trigger a full display of symptoms in the victims.

Psychiatrist Richard A. Gardner designed a stealth weapon in 1985 that he called "Parental Alienation Syndrome." A domestic-violence-denier, Gardner testified for hundreds of fathers and argued that mothers had "alienated" their children against them. Gardner also wrote that sexual relations between parents and children were natural. He told filmmaker Garland Waller that children who report abuse by their fathers should be threatened with a beating. He committed suicide in 2003, but his ghost still haunts our courtrooms. Here are three examples from cases I have been following:

In 2004, Warwick police charged a Family Court deputy sheriff with felony domestic violence when they found his girlfriend handcuffed in their kitchen with a broken jaw and eye socket. Already entrenched in litigation, the deputy sheriff was an often-unruly defendant in the same courtroom where he once kept order. He demanded custody of his ten-year-old daughter, who was terrified of him.

In the corridor during a break, David M. Tassoni, assistant to Chief Judge Jeremiah S. Jeremiah, Jr., told me he was searching for a psychologist who "understood parental alienation." Tassoni found Lori Meyerson, PhD, in a cramped country office and invited her to serve at Family Court, where she testified that the deputy sheriff was a "happy, calm and level person." She had never visited either parent's home when she recommended giving the father sole custody. General Magistrate John J. O'Brien, Jr., praised Meyerson's work and declared this case to be "as close as you can get to parental alienation."

Tassoni told me he was working with Judge Bedrosian and a joint committee from the Court and the Bar Association on a training program to qualify guardians ad litem. Their 2004 course and manual devoted an entire section to Gardner's theory of parental alienation.

Attorney Lise M. Iwon, who is now president of the Rhode Island Bar Association, helped teach that course, though she did not follow its guidelines in writing her report as guardian ad litem in another case. A three-and-a-half-year-old had protested behavior she described as her father's "sausage games" on days they spent alone. A pediatrician's office reported this to DCYF, who ordered the father out of the home. A few months later, the mother filed for divorce.

I asked why Attorney General Patrick C. Lynch had failed to convene a grand jury. He considered the child too young to be believed. Neither DCYF nor the AG used available technology to record this child's "excited utterances" in order to meet standards of evidence. They made no video of her reportedly vivid "reenactment" of an assault. No jury saw the graphic portrait she drew of her father.

Iwon succeeded in getting the girl and her older sister removed from an excellent mother and home. After sixteen months in state custody, the court gave the younger girl to her father and moved the older one from a shelter to a foster home, all at state expense. Iwon's course of action suggested that a Gardner-defense was underway. Like Tassoni's efforts on behalf of the deputy sheriff, Iwon sought psychiatric examiners, and found a pliable group in Massachusetts, where psychologist Bernice Kelly, PsyD, wrote that Iwon, herself, had suggested the possibility of "parental alienation."

In 2007, Kelly's report to the court listed Gardner's "eight symptoms" of alienation. She seemed unaware that the National Council of Juvenile and Family Court Judges had identified this as "junk science" the year before. NCJFCJ had warned judges to strike any report referring to parental alienation from the record because it failed to meet standards of evidence.

This year, as the American Psychological Association prepares to publish the Fifth Edition of its Diagnostic and Statistical Manual, its committee has steadfastly resisted pressure to elevate "parental alienation" to scientific credibility.

Yet Blue Cross and Blue Shield apparently reimburses providers for parental alienation "therapy." In 2007, psychologist Peter J. Kosseff, PhD, testified in Rhode Island that his court-ordered efforts to forcibly "reconcile" two teenagers with their father were not what Kosseff considered "therapeutic." Nevertheless, he billed Anthem Blue Cross and Blue Shield in Connecticut for "miscellaneous medical service" and got paid for those sessions--though they ended badly when the 14-year-old daughter suffered a breakdown and spent ten days at Bradley Hospital, costing the insurer many thousands more.

How long will the ghost of Dr. Gardner haunt Rhode Island's children? I am confident that Chief Judge Bedrosian does not share Gardner's pro-pedophile views. She is now in a position to end his ghostly reign in Rhode Island and to promote the highest standards of evidence in Family Court's handling of custody cases.

But one branch of government is not enough. Will Governor Lincoln Chafee demand thorough reform at the Department of Children, Youth and Families? The General Assembly has mandated that DCYF must, in 2011, start the process toward accreditation.

Will Attorney General Peter Kilmartin use technology and convene grand juries to examine evidence of sex crimes by family members against young children? (Two of the fathers above acknowledged that they were sexually assaulted in childhood, one by his father and the other by his grandfather.)

Children who have suffered from domestic abuse need all three branches of government to work together and unequivocally banish Dr. Gardner's ghost from Rhode Island.


Anne Grant was executive director of Rhode Island's largest shelter for battered women and their children from 1988 to 1996. There she learned how family court helps batterers control their families after divorce. She writes several blogs on domestic abuse custody cases, and contributed a chapter on Rhode Island to Domestic Violence, Abuse, and Child Custody: Legal Strategies and Policy Issues (Civic Research Institute, 2010).


In addition to her book reviews and general writing, much of Anne Grant's research focuses on legal abuse in family courts and child protective services that place traumatized children at greater risk. She writes several blogs, including those that (more...)

lunedì 10 ottobre 2011

Bruch: Les concepts de syndrome d’aliénation parentale (SAP) et d’enfants aliénés (EA) : sources d’erreur dans les conflits de garde d’enfants

par Carol S. Bruch, professeure et chercheure en droit

Cet article se penche sur les solutions proposées par les professionnels de santé mentale et de droit face aux enfants qui sont réticents à rendre visite à celui de leurs parents chez lequel ils ne vivent pas. Cette étude décèle dans les notions de Syndrome d’Aliénation Parentale et d’Enfants Aliénés un manque de rigueur analytique qui met les enfants en danger. L’auteure suggère en conclusion de meilleures manières d’évaluer les nouvelles théories issues des sciences sociales.

Les conventions de citation s’appuient en partie sur The Bluebook : A Uniform System of Citation (Harvard Law Review Assoc., 17th ed 2001).

______________

Il y a deux ans, la professeure Carol Bruch publiait une recherche qui faisait suite à cet article, intitulée Sound Research or Wishful Thinking in Child Custody Cases ? Lessons from Relocation Law (Recherche scientifique ou vues de l’esprit dans les conflits de garde d’enfants ? Considérations sur la loi relative aux déménagements post-divorce), 40 Family Law Quarterly 281 (2006), disponible en format PDF à cette page. Carol Bruch y fait état des découvertes les plus récentes concernant les besoins des enfants après la séparation de leurs parents et dénonce les erreurs commises par les promoteurs les plus en vue des concepts de PAS, PA, AC et HAP (Parental Alienation Syndrome, Parental Alienation, Alienated Children et Hostile Aggressive Parenting : concepts généralement traduits en français par Syndrome d’Aliénation Parentale (SAP), Aliénation Parentale (AP), Enfants Aliénés (EA) et Dressage à l’Agressivité et à l’Hostilité (DAH)).

L’auteure remercie sincèrement la traductrice, Hélène Palma, Maître de Conférences en études anglophones à l’Université de Provence (Aix-Marseille I), pour la version française du présent article. L’auteure et la traductrice expriment toute leur reconnaissance à l’Honorable Claire L’Heureux-Dubé, ancienne Juge de la Cour Suprême du Canada, ainsi qu’à Sara Greaves, Maître de Conférences en études anglophones à l’Université de Provence (Aix-Marseille I), pour leur relecture attentive de la version française de cet article. Leurs remerciements vont également à Alexandra Leturcq, doctorante en droit de l’Université Paul Cézanne (Aix-en-Provence), et Fanny Charvet, de l’Université de Californie, Davis, pour leurs conseils.

La traductrice remercie l’auteure de cet article pour sa collaboration chaleureuse et constructive et dédie cette traduction à la mémoire de Léo Thiers-Vidal (15 décembre 1970-11 novembre 2007), précieux compagnon de route et ami infiniment regretté.

Introduction

Alors que les tribunaux et les organes législatifs poursuivent leurs innovations enthousiastes en matière de réforme du droit de la famille, ils font fréquemment usage de théories et de recherches issues des sciences sociales. Cette étude se concentre sur les évolutions issues du Syndrome d’Aliénation Parentale en matière de droit de garde des enfants. Théorie inventée en 1985, le SAP a été massivement utilisé (parfois sous l’appellation d’Aliénation Parentale) malgré son manque de fondements scientifiques. Cet article met en lumière les problèmes théoriques et pratiques liés au SAP, aborde, toujours sur les plans théorique et pratique, des études plus récentes concernant la notion d’Enfants Aliénés (EA) et conclut sur des recommandations à l’adresse des avocats et des juges qui sont amenés à se prononcer sur ces nouvelles théories et de celles qui suivront.

Le SAP et ses détracteurs

    La doctrine du SAP

Le pédopsychiatre Richard Gardner a créé l’expression Syndrome d’Aliénation Parentale en 1985 pour décrire ses impressions cliniques lors de l’observation de cas qu’il pensait être des fausses allégations d’agressions sexuelles. (1) De son point de vue, le SAP est par essence la campagne de dénigrement d’un parent de la part d’un enfant, “résultant de sa ‘programmation’ (‘lavage de cerveau’) par l’un des parents dans le but de dénigrer l’autre ; ce sont également les contributions créées par l’enfant lui-même à la campagne de dénigrement menée par l’un de ses parents”. (2) Le Dr Gardner a commencé par affirmer que le SAP était présent chez environ 90% des enfants dont les familles traversent un conflit de garde mais n’a pas fourni de résultats de recherche permettant de soutenir ses affirmations concernant ce syndrome, sa fréquence ou son contexte. En fait ses premières estimations ont été très largement exagérées, en particulier en ce qui concerne la fréquence des fausses allégations d’agressions sexuelles (3), et une révision postérieure de ses estimations s’est révélée bien plus mesurée. (4)

Au cours des dernières années, l’utilisation de l’expression SAP s’est développée de manière très importante, incluant des cas de tous types dans lesquels un enfant refusait de se rendre chez celui de ses parents qui n’avait pas sa garde, que le refus de l’enfant implique ou non des allégations de violences. Bien qu’il soit arrivé au Dr Gardner d’affirmer que son analyse ne s’applique pas aux cas dans lesquels des violences ont réellement été perpétrées (5), son attention se concentre sur la question de savoir si le parent aimé et l’enfant mentent et non de savoir si le parent rejeté est malhonnête ou s’il s’est comporté d’une manière qui pourrait expliquer l’aversion de l’enfant à son égard. (6) Le traitement qu’il recommande dans les cas graves est de transférer la garde de l’enfant, afin qu’il soit déprogrammé, du domicile du parent aimé à celui du parent rejeté. Cela peut impliquer une prise en charge institutionnelle pour des soins pendant une période transitoire ; tout contact, même des appels téléphoniques, avec le parent principal pourvoyeur de soins doit être interrompu pour “au mois quelques semaines”. C’est seulement après un lavage de cerveau inverse que l’enfant peut reprendre progressivement contact avec le parent ayant autrefois la garde de l’enfant, à travers des visites surveillées. (7)


    Le contexte dans lequel le SAP est censé survenir

Les familles hautement conflictuelles sont, bien sûr, représentées de manière disproportionnée parmi celles qui contestent les décisions de justice en matière de garde et de droits de visite des enfants. (8) Ces dossiers comportent fréquemment de la violence domestique, des agressions sur enfants et de l’abus de substances. (9) De nombreux parents sont en colère et une large gamme de problèmes liés aux droits de visite surviennent. Il est possible que la description faite par le Dr Gardner du SAP rappelle à des parents, thérapeutes, avocats, médiateurs et juges des émotions fréquemment rencontrées et ceci permet peut-être d’expliquer pourquoi le public du Dr Gardner a si souvent accepté le SAP sans se poser de questions. Ces professionnels font cependant preuve, et cela est troublant, d’une totale absence d’analyse soignée et d’attention à la rigueur scientifique. Comme la discussion qui suit va le montrer, ce manque d’attention a permis à ce qu’on appelle familièrement de la “science de comptoir” (de la pseudo-science) d’influencer des dossiers de garde d’enfants d’une manière qui expose ces derniers à des dangers.

    Les failles dans la théorie du SAP

Les faiblesses dans la théorie du SAP sont nombreuses. Certaines ont déjà été identifiées dans la littérature en sciences sociales et les opinions judiciaires concernant les gardes d’enfants ; d’autres continuent à apparaître. Premièrement, Gardner considère comme une psychose la réaction, liée à son développement, d’un enfant au divorce et le haut conflit parental (y compris impliquant de la violence). (10) Ce faisant, il omet de prendre en compte la colère, totalement prévisible et souvent inappropriée, des parents et des enfants à la suite d’un divorce. Cette erreur le conduit à affirmer que le SAP constitue un exemple fréquent de “folie à deux” ou “folie à trois” qui, selon l’Association Américaine de Psychiatrie (APA) et des études universitaires, sont des désordres psychotiques collectifs très rares. (11) L’affirmation de Gardner selon laquelle ces désordres apparaîtraient principalement chez les jeunes enfants est aussi contraire à la littérature spécialisée et est probablement due à une mauvaise interprétation des réactions typiques des jeunes enfants au divorce, liée à une méconnaissance de leur développement. (13)

Deuxièmement, et peut-être en conséquence de ces erreurs et de sa vision très partielle du problème, à la manière de l’histoire des aveugles et de l’éléphant (14), Gardner exagère largement la fréquence des cas dans lesquels enfants et parents ayant la garde des enfants fabriquent de toutes pièces de fausses allégations ou se liguent dans le but de détruire la relation de l’enfant avec l’autre parent. La conséquence pratique de ces affirmations prises ensemble est que toute allégation de violences s’en trouve remise en cause : Gardner affirme que ces allégations sont généralement fausses dans le contexte d’un divorce. (15) Là encore, Gardner ne cite aucune preuve à l’appui de son point de vue personnel, alors que la littérature spécialisée fait état de l’inverse, à savoir que ces allégations sont habituellement fondées. (16)

Troisièmement et de cette manière, le SAP conduit à détourner l’attention : on s’intéresse moins au comportement—peut-être dangereux—du parent qui réclame la garde des enfants qu’à celui qui l’a. Cette personne, qui tente peut-être de protéger son enfant, est au contraire soupçonnée de mentir et de l’intoxiquer. En effet, selon Gardner, les démarches entreprises par le parent ayant la garde de l’enfant, inquiet pour ce dernier, afin d’obtenir de l’assistance dans le diagnostic, le traitement et la protection de son enfant, sont une preuve que les allégations portées sont fausses. (17) Pire encore, si des thérapeutes admettent qu’il y a un danger, Gardner affirme qu’il s’agit presque toujours de thérapeutes femmes misandres qui participent avec l’enfant plaignant et le parent inquiet à une “folie à trois”. (18) Il met en effet les juges en garde et leur conseille de ne pas prendre au sérieux les allégations de violence dans le contexte de divorces hautement conflictuels (cas graves de SAP). Ni Gardner ni ceux qui admettent ses analyses ne reconnaissent qu’il y a un problème de logique lorsque Gardner affirme que des allégations de violences avalisées par des thérapeutes sont la preuve que le parent protecteur est aliénant.

Quatrièmement, Gardner croit que, particulièrement dans les cas graves, la relation entre un enfant aliéné et le parent rejeté est irrémédiablement compromise, probablement vouée à s’éteindre pour toujours (19) à moins que des mesures immédiates, draconiennes (transfert de garde, isolement du parent aimé et déprogrammation) ne soient prises. Là encore, des études fiables montrent que sa théorie est exagérée, la plupart des cas se résolvant lorsque l’enfant murit (à l’exception de cas inhabituels, par exemple ceux qui s’observent dans les familles violentes). (20)

Cinquièmement, ainsi que le suggèrent ces études, le remède proposé par Gardner pour les cas extrêmes est infondé et met les enfants en danger. (21) Lorsqu’il préfère ne pas débusquer des adultes maltraitants, Gardner semble avoir volontairement négligé les différences de politique entre le droit pénal et le droit familial et également mal comprendre la différence dans la manière de rapporter des preuves dans les dossiers criminels et civils aux Etats-Unis. À tel point que le SAP conduit à placer des enfants auprès d’un parent qui est en fait violent et à les priver de contact avec le parent qui pourrait les aider. Des groupes de parents et des rapports d’enquête décrivent en effet de nombreux cas dans lesquels des tribunaux ont transféré la garde d’enfants à des agresseurs connus ou probables tandis que les parents ayant autrefois la garde étaient privés de contact avec les enfants qu’ils avaient tenté de protéger. (22) Dans les cas moins extrêmes, également, les enfants risquent de souffrir de cette rupture soudaine dans leur vie familiale et leur relation au parent auquel ils font confiance. Même les thérapeutes qui admettent la théorie du SAP ont vainement mis en garde contre les transferts de garde dans certains cas rapportés pour lesquels il semble que des juges aient appliqué les idées de Gardner de leur propre initiative. (23)

En somme, la réticence ou le refus d’un enfant de rendre visite au parent n’ayant pas sa garde trouve certainement meilleure explication en se passant de la théorie de Gardner. Des études, qui se sont intéressées à des familles pendant plusieurs années, par exemple, indiquent que les visites peuvent cesser ou être difficiles lorsqu’une gamme variée de raisons conduit les parents ayant la garde des enfants et les enfants à se sentir en colère ou mal à l’aise avec l’autre parent. Il est fréquent que le comportement du parent n’ayant pas la garde et le stade de développement de l’enfant jouent des rôles décisifs. Les prises de position ou les alliances qui peuvent quelque peu ressembler à ce que décrit Gardner sont bien moins fréquentes qu’il le suggère, et même dans les cas extrêmes, les chercheurs s’accordent pour estimer que la théorie du SAP propose des solutions inappropriées et dangereuses qui aggravent le problème. (24)

Le “matraquage” du SAP dans les conflits de garde d’enfants

Alors comment se peut-il qu’une analyse aussi gravement défaillante, exagérée et dangereuse ait été aussi largement acceptée ? Qu’est-ce qui incite les juges à ordonner des transferts de garde contre l’avis unanime d’experts dans un cas ? (25) Premièrement, Gardner est largement, mais à tort, considéré comme un professeur dans une université prestigieuse. (26) Cette aura de compétence accompagne ses travaux, et peu de gens ont conscience que la majeure partie d’entre eux sont publiés à compte d’auteur (27), manquant de rigueur scientifique (28) et que ses livres sur le SAP ne figurent même pas dans les bibliothèques de recherche et des universités. (29) De plus, Gardner promeut ses écrits et ses services en tant qu’expert à travers son propre site Internet (30), des sites d’organisations de pères (31) renvoient vers son site ; Gardner propose également des séries de cours de formation continue pour professionnels. (32) Finalement, il déclare ou suggère souvent de manière inexacte que le SAP est repris par ou s’intègre aux travaux reconnus de confrères. (33)

L’article de 8 pages paru dans la revue de l’association des juges américains (Journal of the American Judges Association) est un exemple particulièrement typique. (34) Gardner y est identifié seulement sous son titre honorifique (35) et l’article ne produit que 10 sources (9 sont issues des propres écrits de Gardner, une de Sigmund Freud) à l’appui de ses affirmations graves voire hyperboliques. (36)

Force est de constater, qu’avec le temps, et depuis que Gardner a commencé à diffuser sa théorie, l’expression SAP est entrée dans l’usage courant. Les médias, parents, thérapeutes, avocats et juges se réfèrent maintenant fréquemment au SAP, nombre d’entre eux présumant qu’il s’agit d’un diagnostic de santé mentale utile et scientifiquement prouvé. (37) En pratique, logiquement, on sait qu’aux Etats-Unis lorsque des accusations d’agressions sexuelles sur enfants sont formulées ou lorsque des droits de visite se déroulent mal, il faut se préparer à faire face à une plainte en réponse allégant qu’il s’agit de SAP et non d’agression ou d’autres difficultés. (38)

Une recherche électronique concernant tous les cas américains recensés entre 1985 et février 2001 faisant usage de l’expression “parental alienation syndrome” (syndrome d’aliénation parentale) montre que de nombreux professionnels de santé mentale autres que Gardner ont diagnostiqué des SAP, mais qu’ils étaient bien moins nombreux à requérir un transfert de garde ou l’arrêt des contacts avec le parent ayant été initialement gardien. La recherche a conduit à 48 cas issus de 20 États, y compris, pour six États, des tribunaux les plus élevés. Le degré d’utilisation de la notion de SAP par des témoins experts, des avocats ou des juges dans ces cas et l’absence presque totale de vérification de sa validité scientifique sont profondément préoccupants. (39) C’est seulement dans une poignée de cas que le tribunal ou la Cour d’appel se sont interrogés précisément sur la recevabilité de ce prétendu syndrome selon les précédents reconnus, qui évaluent soit l’acceptation d’une théorie par la communauté scientifique soit la recevabilité de sa méthodologie scientifique (40), et dans plusieurs de ces cas le tribunal a souvent estimé qu’il n’avait pas besoin de trancher sur la question de la recevabilité puisqu’on n’avait démontré l’existence d’aucune aliénation. (41) A plusieurs occasions, toutefois, des Cours d’appel ont signalé aux tribunaux que le travail de Gardner était gravement remis en cause. (42)

Dans les quelques cas mentionnés pour lesquels le témoignage proposé par Gardner était contesté ou la validité du SAP par ailleurs remise en cause, les tribunaux ont habituellement exclu son témoignage et ne se sont pas fiés à la théorie du SAP. Dans ces cas, on voit les tribunaux exprimer deux types d’inquiétude. D’abord, les tribunaux refusent avec cohérence de laisser Gardner estimer si les témoins disent la vérité ou non, notant que cette question est réservée au juge ou jury (“the trier of fact”). (43)

Deuxièmement, la plupart des tribunaux américains qui se sont penchés sur la question s’accordent à dire que le SAP n’est généralement pas admis par des professionnels et ne se conforme pas au test applicable en termes de fiabilité scientifique. (44) Ces conclusions sont relayées par un juriste canadien dans un article discutant des questions de recevabilité selon le droit tant américain que canadien et par d’autres professionnels renommés. Le Dr Paul J Fink, ancien président de l’Association Américaine de Psychiatrie (APA) et président du Leadership Council on Mental Health, Justice and the Media a par exemple déclaré de manière assez directe, “Le SAP en tant que théorie scientifique a été laminé par des chercheurs légitimes à travers tout le pays. Si on le jugeait seulement à la lumière de ses mérites, le Dr Gardner ne devrait être qu’une assez misérable note de bas de page ou un exemple de critères scientifiques de piètre qualité”. (46)

À la suite de nombreuses critiques scientifiques, Gardner a retiré le test qu’il avait mis au point pour déterminer si des agressions sexuelles avaient eu lieu. (47) Cependant, ainsi que Faller l’a remarqué après avoir observé de près la théorie de Gardner, la série de questions qui constituait ce test a simplement été remplacée par d’autres publications avec de nouveaux titres qui reproduisent très largement le contenu et la méthodologie de ses travaux antérieurs. (48)

Malgré le bon travail accompli par la plupart des tribunaux, qui se sont interrogés sur l’honnêteté scientifique du SAP, il n’y a pas de quoi se réjouir. Pour la grande majorité desconflits dans lesquels le SAP apparaît, on s’aperçoit qu’un ou plusieurs experts ont évalué le cas à la lumière du SAP et rien ne montre que quiconque, tant chez les experts que les avocats ou les juges, ait pensé à se demander si cette théorie est correctement fondée ou si elle conduit à des recommendations ou des jugements acceptables. (49) On constate ailleurs un manque de rigueur comparable. (50)

Les autorités anglaises

En Angleterre et au Pays de Galles, c’est à deux reprises que la Cour d’appel a eu à traiter des dossiers s’appuyant sur le SAP : Re L (Contact : Domestic Violence) ; Re V (Contact : Domestic Violence) ; Re M (Contact : Domestic Violence) ; Re H (Contact : Domestic Violence) (51) et Re C (Prohibition on Further Applications). (52) À chaque fois, la Cour d’appel a exprimé de sérieux doutes à propos de ce syndrome.

La première fois, la Cour, qui en a le loisir, a commandé un rapport d’expert préalablement à l’examen du dossier. Le résultat de cette demande est un rapport préparé et ensuite publié par deux psychiatres renommées, les docteurs Claire Sturge et Danya Glaser. (53 Ce rapport présente des principes de psychiatrie liés au développement des enfants qui fournit des principes pour guider les tribunaux en matière de cas de droits de visite. Répondant aux questions qui lui ont été posées, le rapport indique les références pertinentes en la matière et les avantages et inconvénients potentiels des droits de visite en général. Le rapport traite ensuite de violence domestique et d’autres situations difficiles. Les auteures analysent spécifiquement le SAP, qu’elles estiment inutile. (54) Récusant les recommandations du SAP en matière de cause et de traitement, les expertes préfèrent recommander une approche au cas par cas. (55)

La Cour d’appel a expressément accepté la teneur et les conclusions du rapport, et, dans la discussion concernant le troisième appel conjoint, Re M, la Présidente de la Cour, Dame Elizabeth Butler-Sloss s’est à nouveau référée à ce rapport. Elle a noté le diagnostic de SAP posé dans ce dossier par l’expert du tribunal, le Dr LF Lowenstein, et le fait qu’il recommandait une thérapie d’au moins six séances suivie d’un nouveau rapport. (56) La présidente a par ailleurs indiqué que même l’aliénation d’un enfant par l’un de ses parents est “très loin d’être un syndrome reconnu nécessitant l’intervention d’experts en santé mentale”, que non seulement le Dr Lowenstein se situe “à l’extrémité du champ large des professionnels de santé mentale” mais qu’il est également “regrettable” que les avocats des parents aient été “incapables de trouver un expert qui se situe dans le courant modéré de ce domaine”.

Dans Re C, la Cour d’appel a redit son scepticisme quant à la plainte, s’appuyant sur le SAP, d’un justiciable. Mais cette fois, la Cour s’est moins penchée sur le SAP lui-même que sur d’autres explications, bien plus plausibles, justifiant le refus d’une enfant de rencontrer son père. (57) L’arrêt rendu par la Présidente de la Cour exprime son mécontentement constant à l’égard de la théorie du SAP. (58)

La Cour n’a toutefois pas indiqué que les arguments s’appuyant sur le SAP ne devraient être acceptés comme preuve qu’à condition que la théorie soit conforme aux tests de fiabilité des preuves utilisés pour vérifier les théories scientifiques récentes. Or, en montrant que dans Re L (Contact : Domestic Violence) le SAP n’avait pas satisfait à ce test et que Re C (Prohibition on Further Applications) ne démontrait pas le contraire, la Cour avait la possibilité de faire taire ces voix qui affirmaient sans fondement mais avec véhémence que l’arrêt Re C reconnaîtrait la légitimité du SAP. (59)

Dans les faits, le SAP a fourni des avantages dans les litiges judiciaires aux parents qui n’ont pas la garde de leurs enfants et qui sont suffisamment fortunés pour payer des avocats et des experts. (60) Il est possible que de nombreux avocats et professionnels de santé mentale aient en l’espèce simplement saisi une occasion d’obtenir une nouvelle source de revenus — une manière de “faire quelque chose pour le père lorsqu’il me paye” comme l’a déclaré un avocat. Pour ceux qui s’intéressent au bien-être des enfants, il importe peu que le SAP soit un exemple de plus de ces “mythes de comptoir” complaisamment endossés par les medias et ceux qui sont impliqués dans les conflits autour de la garde des enfants, ou qu’il soit le signe qu’avocats et professionnels de santé mentale ne savent pas véritablement évaluer les nouvelles théories en psychologie. (61) Cette dernière hypothèse peut cependant expliquer pourquoi le prix annuel décerné aux travaux de recherche par la section “résolution alternative des conflits” de l’Association du Barreau sméricain a été attribué à un travail consacré au SAP (62), qui n’en évaluait nullement la qualité et qui est donc irrecevable. La même hypothèse peut aussi expliquer pourquoi des articles consacrés au SAP, qui rendent mal compte de la recherche actuelle, ont pu être publiés dans des revues dotées d’un comité de lecture. (63)

Le rapport de Sturge et de Glaser a déjà acquis de l’importance en Angleterre et il est certain qu’à mesure qu’il sera connu, son impact ailleurs sera favorable. Parce qu’il reflète précisément la recherche et les connaissances récentes en la matière (64), il se distingue de la littérature qui cherche à promouvoir le SAP. Trop souvent, dans cette littérature, la recherche scientifique et le droit jurisprudentiel (case law) sont exclus de la discussion (65), ou s’ils sont pris en compte, c’est sans les comprendre ou bien en les déformant. (66) (...) -> Lire la suite dans le document à télécharger ci-dessous.

Note de Sisyphe - Nous avons supprimé les notes de bas de pages pour la publication électronique dans cette page, mais les très nombreuses références contenues dans le document intégral fournissent des renseignements essentiels à une pleine compréhension de cet article de nature technique.

Vous pouvez télécharger pour votre usage personnel le document intégral contenant toutes les références en cliquant sur l’icône word ou l’icône PDF ci-dessous. Merci de demander l’autorisation de la traductrice pour reproduction de cette version autre que pour usage personnel.

http://www.sisyphe.org/spip.php?article3623

________________________________

© Carol S Bruch 2008. Ce texte est la traduction autorisée de l’article “Parental Alienation Syndrome and Alienated Children - getting it wrong in child custody cases”, 14 Child & Family Law Quarterly381 (2002), disponible, ainsi que cette traduction, dans cette page et dans celle-ci. En cas de divergence, se reporter à la version anglaise. Cet article contient des informations relatives aux autorités anglaises et reprend, avec autorisation, des éléments préalablement publiés dans les articles de Carol S Bruch, “Parental Alienation Syndrome : Junk Science in Child Custody Determinations”, 3 European J.L. Reform 383 (2001) et “Parental Alienation Syndrome and Parental Alienation : Getting it Wrong in Child Custody Cases”, 35 Family Law Quarterly 527 (2001), disponibles à cette adresse et à celle-ci.

© Version française de cet article : Hélène Palma, Maître de Conférences en études anglophones à l’Université de Provence (Aix-Marseille I). Merci de demander l’autorisation de la traductrice pour reproduction de cette version autre que pour usage personnel.

Mis en ligne sur Sisyphe, le 7 juillet 2010

Francese: http://www.sisyphe.org/IMG/pdf/SAP_concepts_Bruch08.pdf

Inglese: http://www.law.ucdavis.edu/faculty/Bruch/files/bruch.pdf

martedì 23 agosto 2011

Pedofilia e Pas: la Normalizzazione reclama di infrangere il muro professionale del DSM V

Di Loredana Morandi (del 23/08/2011 @ 08:24:49, in Osservatorio Famiglia, linkato 0 volte)

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/dsm.jpg

Il DSM V, il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders dell'American Psychiatric Association - letteralmente la "bibbia" della psichiatria, è in corso di revisione e sarà pubblicato solo nel maggio del 2013. Nell'attesa sono molte e adunche le mani che vorrebbero carpirne i significati, cancellarli, riscriverli o integrarli per le ragioni meramente economiche del business della pedofilia.

Dagli USA perviene oggi la notizia che l'organizzazione per i diritti dei pedofili B4U-ACT ha organizzato un simposio sui temi della Pedofilia, per infrangere i contenuti del DSM, ridurre la più oscena deviazione della sessualità umana ad uno status simile a quello degli omosessuali ante litteram e per chiedere che anche i pedofili possano partecipare alla revisione del "codice" della psichiatria.

Un "carabiniere della psichiatria" qui dovrebbe rilevare che negli states non esiste affatto il Reato di Apologia, perché di questo si tratta anche se mascherato da scientismo.

Gli interventi dell'orrore degli orchi: il portavoce della B4U-ACT, Fred Berlin, dopo aver dato una panoramica della pedofilia nella prassi psichiatrica si è espresso a favore della accettazione e della carità verso il pedofilo. Più aspro John Saddler critica il DSM perché esso basa i criteri diagnostici per i disturbi mentali sui concetti di vizio in quanto tali.
Tra i nove relatori al seminario, che ha avuto in tutto 38 persone come pubblico, sono da notare la d.ssa Nancy Potter con la richiesta di una etica di "assorbimento" nell'ascolto del pedofilo e la d.ssa Lisa Cohen, formata dalle tematiche del Sanhedrin nel Talmud, che ha ribadito come nella prassi giudiziaria penale mancando la campionatura extragiudiziaria sia impossibile la separazione degli eventi a carattere "affettivo" da quelli di mera predazione. Sulla stessa linea della Cohen il relatore Richard Kramer, convinto assertore che la medicalizzazione della pedofilia favorisca lo stigma della perversione sessuale.

Già visto anche in Gardner che unilateralmente i relatori scelti dall'organizzazione pro pedofili B4U-ACT sostengano che i costumi sociali cambiano, univoca la richiesta che a questi si adeguino gli psichiatri "guaritori" e "caritatevoli", quando non c'è pari alla predazione del minore quale elemento che contraddistingue il disastro della specie umana e la sua fine.

Dei Diritti e della tutela delle Libertà del Bambino non v'è traccia alcuna nelle nove relazioni.

Tutto ciò perché i pedofili finanziatori del seminario di Baltimora temono gli effetti, anche giudiziari, dello stigma psichiatrico nel DSM. Si veda anche il comunicato originale. Le reazioni di sdegno possono essere lette sul sito del Daily Caller.

L'america come potete vedere è il paese delle libertà e, se è permessa l'apologia del disastro della specie umana, possiamo essere certi che per l'identica libertà ogni singolo relatore ha un proprio fascicolo giudiziario in lavorazione presso le forze dell'ordine e le procure.

A questo meccanismo si aggancia in Italia un meccanismo locale, che si fonda sulla presunzione che dagli States perverrà l'iscrizione della PAS nel DSM V.

Qui in Italia, infatti, stiamo osservando i tentativi pseudo politici di metter mano all'ordinamento giudiziario con l'introduzione della PAS, parental alienation syndrome - la pseudo sindrome di alienazione genitoriale, con l'ausilio di un circo mediatico fatto di politici gretti e ignoranti, avvocati spregiudicati e pregiudicati per maltrattamenti familiari o abusi sessuali ai danni dei figli, lo pseudo associazionismo di Adiantum e i maschi di genere e una campagna telematica di violenta mistificazione gestita dalla società Geobox.IT Srl di Firenze (l'amministratore è sotto processo per maltrattamenti familiari) titolare ad oggi di oltre 400 pagine facebook e un centinaio di siti web che mistificano l'informazione del dato sulla violenza contro le Donne. Un circo mediatico che ha recentemente inventato addirittura un movimento di donne che, rispettoso della regola del PPPT, è stato affidato alla guida di una persona in strettissima relazione con il mondo e le corruzioni del transessualismo.

Dallo storico recente a titolo di perla di ignoranza politica possiamo rilevare a Roma, presso il costosissimo Ente della Provincia, la vergognosa istituzione della giornata per la consapevolezza dell'alienazione genitoriale il 25 aprile, in concomitanza internazionale con l'Alice Day. Ovvero in perfetta concomitanza ideologica con la ricorrenza di tutti i pedofili di genere eterosessuale, cioò coloro che manifestano un gradimento sessuale nei confronti delle bambine pre puberi.

Loredana Morandi

Link originale all'articolo:
Pedofilia e Pas: la Normalizzazione reclama di infrangere il muro professionale del DSM

venerdì 27 maggio 2011

La guerra contro i figli e le madri

pubblicata da Jadis Bianchi il giorno sabato 24 luglio 2010 alle ore 16.13


A Ischia nuovo allontanamento dalla madre. Ma ci sono altri 21 casi di allontanamenti dei figli dalle madri. Nessuno parla di questo fenomeno, nessuno ne conosce l'ampiezza e le motivazioni reali. Chi ha lanciato questa offensiva? Chi gioca sulla pelle dei bambini?


1. Ischia 28-12-2010

Una bambina sottratta alla madre su decisione del tribunale, gli agenti intervenuti per eseguire l'ordine della magistratura spintonati e insultati da una folla di amici e parenti della donna, la sede del commissariato assediata. Il legale ha spiegato che un decreto del Tribunale dei minori ha tolto la potestà genitoriale alla mamma attribuendone l'affidamento al padre. »Tale sentenza - ha dichiarato - è altamente punitiva nei confronti della madre. Il tribunale ha poggiato la propria valutazione sul presupposto che la mamma, non avrebbe creato un clima di corretta collaborazione con il padre e con la sua famiglia, con gli assistenti sociali e con i consulenti del tribunale; non avrebbe fatto vedere la piccola al padre ed infine non avrebbe acconsentito a far fare alla piccola delle vaccinazioni obbligatorie«.

www.leggo.it

Repubblica

Corriere della Sera

2. Cremona, 9/11/2010

La trasmissione RAI "A casa di Paola" manda in onda la storia di una madre a cui hanno sottratto due figlie perchè la minore non voleva incontrare il padre.

Video youtube parte 1

Video youtube parte 2

3. Belluno

L'emittente TV2000 riferisce del caso di una madre a cui il Tribunale dei minori di Venezia ha tolto il figlio di dodici anni a causa della accertata esistenza di una Sindrome da Alienazione Genitoriale indotta dalla madre contro il padre.

Servizio RAI Festa Italiana

4. Roma

Il Corriere della Sera riferisce di una sentenza della Corte di Appello di Roma. Il padre davanti alla Corte ha lamentato la mancanza di un rapporto con i figli e allora è stata disposta una consulenza psicologica che si è conclusa con la richiesta di affidare i bambini a una casa famiglia. La Corte ha deciso di sottrarre la patria potestà ai genitori e di attribuirla ai servizi sociali, lasciando la domiciliazione presso la madre. I due genitori sono invitati a proseguire il percorso psicologico per recuperare la capacità genitoriale e i servizi sociali sono chiamati a "monitorare" la situazione nel tempo.

Corriere della Sera Roma 16-11-2009

5. New York/Roma

Un bambino è stato portato dalla madre italiana da New York a Roma.

Will Liam come home soon? Examiner 22-2-2010

Liam incontrerà la madre in tribunale il 12 febbraio Corriere della Sera 3-2-2010

Arrestata Manuela Antonelli Repubblica 28-1-2010

Roma, bambino scomparso da casa famiglia: Aiutateci a trovarlo Blitz quotidiano 2-1-2010

Otto anni, rapito dalla madre In fuga dalla casa famiglia Repubblica Roma 19-12-2009

Aiutateci a ritrovare il piccolo Liam Corriere della sera Edizione di Roma 18-12-2009

Servizio di "Chi l'ha visto" RAI3 12-12-2009

TG Italia 1

Gruppo Facebook

6. Treviso

A Treviso una bimba è stata tolta alla madre. Il PM ha ritenuto che lei avesse usato la falsa denuncia per abusi per allontanare il marito dalla figlia.

Pagina Facebook della madre

TG di Italia 1, 29 ottobre 2009

Petizione della madre

7. Modena

Un servizio del TG di Italia 1 del 27 marzo 2009 riferisce che una bambina di 5 anni allontanata dalla madre a Modena.

Servizio TG Italia 1

8. Thiene

Un servizio di SAT 2000 parla del caso di allontanamento avvenuto a Thiene, provincia di Vicenza.

SAT 2000

9. Sicilia

Un servizio di RAI "Chi l'ha visto" riferisce di una nonna siciliana fugge con i nipotini per evitare l'allontanamento dalla madre.

RAI Chi l'ha visto

10. Ivrea

Nell’ottobre 2008, il giudice ha deciso di procedere con l’allontanamento della bambina dalla madre (dopo una perizia che stabiliva che la bambina era stata manipolata dalla madre) e l’affido temporaneo ai servizi sociali e a una comunità, prima di passare al padre e alla sua nuova famiglia.

Scomparsa - La Sentinella 19-3-2009

«Facci sapere che state bene» - La Sentinella 19-3-2009

La Sentinella 2-3-2009

La Sentinella 19-2-2009

Mamma alienante', bambina in comunità - La Sentinella 19-2-2009

11. Potenza

Bambina allontanata dalla madre a Potenza nel gennaio 2009.

Servizio del TG di Italia 1

12. Roma

Una figlia di 13 anni è stata affidata a un istituto religioso nell'aprile del 2008 perchè sarebbe stata 'messa contro suo padre';. Dopo avere deciso l'allontanamento della madre, il tribunale dei minorenni ha mandato gli atti alla procura ordinaria ipotizzando che la madre abbia inflitto sofferenze psichiche alla figlia.

Rai Uno 19/11/2009 - parte 1

Rai Uno 19/11/2009 - parte 2

13. Castelfranco Modena

La stampa locale riferisce che nel novembre 2008 i servizi sociali hanno collocato una bambina presso una casa famiglia perchè la madre avrebbe ostacolato il rapporto padre-figlia.

Servizio RAI "I fatti vostri"

Articolo stampa locale

L'Informazione 11-4-2009

Gazzetta di Modena 11-4-2009

14. Veneto

Un servizio di Panorama e un servizio di un TG sullo stesso caso riferiscono del caso di Davide che sarebbe stato allontanato dalla madre e collocato in istituto in seguito al tentativo di manipolazione del figlio da parte della madre per metterlo contro il padre.

I nostri figli portati via da un giudice - Panorama 10-11-2009

Servizio TG

15. Trieste

La stampa locale riferisce di un provvedimento di allontanamento dalla madre di un figlio conteso dai genitori. La madre si è sottratta a lungo al provvedimento secondo quanto riferisce il giornale "Il Piccolo".

Trieste, blitz per il bimbo conteso il Piccolo 18 maggio 2003

Blitz nella notte per recuperare il bimbo conteso il Piccolo 18 maggio 2003

Bimbo conteso strappato alla madre in fuga il Piccolo — 19 giugno 2003

16. Santa Maria al Bagno (Lecce)

La stampa locale riferisce il caso di due bambini allontanati dalla madre perchè "contesi" con il padre nel corso di una separazione difficile. Il problema è sorto quando tra la madre e il padre dei ragazzini sono sorti contrasti per quanto riguarda l'orario e la modalità delle visite da parte di uno dei due genitori. La madre avrebbe reso difficoltosi gli incontri dei piccoli con il padre. Da ciò il Tribunale dei minori avrebbe disposto che i bimbi «contesi» sarebbero dovuti essere sottratti alla potestà della madre.

Due bimbi tolti alla madre - Santa Maria al Bagno insorge Gazzetta del Mezzogiorno 16-1-2010

17. Latina

Il giornale Latina Oggi riferisce di un tentativo di allontanamento di un minore dalla madre su decreto del Tribunale dei minori di Roma, che sarebbe dovuto all'impossibilità per il padre di frequentare il figlio. La madre si difende dicendo che è il figlio di sette anni che ha deciso di non vedere il padre.

Bambino trattato come un boss Quattordici agenti per prenderlo"

Bimbo conteso introvabile Latina Oggi 19/4/2010

18. Belgio/San Benedetto del Tronto

Una madre di due bambine di 4 e 8 anni, ha denunciato per abusi sessuali il marito e il suocero portandole in Italia dal Belgio. Dopo aver archiviato il caso la magistratura belga ha dato le bambine in affido esclusivo al padre e le autorità italiane hanno proceduto al rimpatrio. Numerose le prese di posizione a favore della madre.

Bimbe

contese, in Italia continua il processo S. Benedetto Oggi 19-12-2008

Maria Pia Maoloni: "Sono vittima di un ricatto tvp 23-12-2007

Servizio tvp tvp 8-9-2007

Bimbe contese, Taormina denuncerà il Tribunale di Ancona 31-7-2007

Le bimbe di San Benedetto sono già; in Belgio con il padre Il Resto del Carlino 22-5-2007

Bambine contese, 11.000 firme per una firma Il Quotidiano 13-4-2007

Minori Fiona e Milla, Meter scrive al Procuratore Pastore Il Quotidiano 29-11-2006

19. Trento

Il quotidiano locale "Trentino" riferisce di un caso drammatico di allontanamento.

Lo soffoca con il suo troppo amore Trentino 22-4-2010

Mamma iper protettiva Il tribunale le toglie il figlio Repubblica 23-4-2010

Quel bambino strappato alla mamma che lo ama troppo Il Giornale 23-4-2010

20. Padova

Un gruppo Facebook riferisce di un caso di allontanamento di bambino per PAS disposto dal Tribunale di Padova.

Gruppo Facebook "Aiutateci a salvare Marco"

21. Como

Il tribunale di Como ha deciso di affidare i figli di una giornalista della Voce di Romagna al padre. La madre è stata intervistata dalla trasmissione Terra di Canale 5 e tiene aggiornato un blog su Internet sulla vicenda.

Intervista a "Terra" di Canale 5

Servizio Tg3 Regionale

Blog

22. Canton Ticino

Il figlio di una italiana residente in Svizzera è al centro di una contesa che ha visto contrapposta la giustizia del Canton Ticino e il Tribunale di Bologna.

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martedì 24 maggio 2011

Garante Infanzia Regione Lazio sulla P.A.S.

Roma, dibattito su Sindrome da Alienazione Parentale


23/05/11 - Il 6 maggio il Garante dell'Infanzia Francesco Alvaro ha partecipato ad un interessante dibattito sulla Sindrome da Alienazione Parentale (PAS), sotto il profilo di un approccio particolarmente critico nei confronti di questa modalità di comportamento, ritenuta un'arma impropria contro i diritti di donne e bambini.

Al centro del dibattito, in particolare, come la PAS influisca sulle cause di affido dei figli nelle separazioni e quali conseguenze subiscono i bambini che vengono definiti 'alienati' da uno dei genitori.

"La critica più sostenuta - spiega Alvaro - è stata rivolta all'inventore del termine, il medico americano R. Gardner, con giudizi particolarmente severi. Ci si è inoltre interrogati su come sia entrata nelle aule di tribunale la PAS, ritenuta l'invenzione di un ideologo della pedofilia". L'intervento del Garante è valso ad evidenziare come "i tratti di questa modalità di comportamento, non volendo dare alcuna connotazione clinica alla PAS, vengono riscontrati nella gran parte delle relazioni peritali, che molto spesso hanno l'effetto di segnare e condizionare profondamente il futuro del minore".

Tra i relatori: Girolamo Andrea Coffari avvocato presidente del Movimento per l'Infanzia, Claudio Foti psicologo-psicoterapeuta presidente del centro 'Hansel e Gretel' di Torino, Roberto Mazza psicoterapeuta docente di Psicologia sociale all'Università degli Studi di Pisa e Roberta Relici, responsabile animatrice del convegno.



http://www.garanteinfanzia.regione.lazio.it/garante_infanzia/dettaglioNews/Roma_dibattito_su_Sindrome_da_Alienazione_Parentale/0/0/0/1192_NEWS

mercoledì 18 maggio 2011

La costruzione sociale della PAS - Alessandra Lumachelli

Convegno “PAS: un’arma impropria contro i diritti delle donne e dei bambini” – Roma, 06 maggio 2011, Movimento per l’Infanzia

La costruzione sociale della PAS

relazione di Alessandra Lumachelli

Nel 1913 Ferdinand de Sassure nel suo saggio “Corso di linguistica generale” afferma che, nella struttura del linguaggio (con la quale delineiamo la nostra esperienza), il concetto centrale è quello di “segno”.
Le cose che si trovano all’interno della nostra mente sono segni, e come tali hanno due componenti: il significante (il suono della parola, per es., “bambino”) e il significato (la cosa indicata, il bambino in carne ed ossa).
Per Sassure il legame tra significante e significato ha un’importante caratteristica: è arbitrario, è una pura convenzione.
Infatti ogni lingua utilizza parole diverse per indicare il bambino (child, enfant, ecc.).
Inoltre, abbiamo diviso il mondo in bambini, adulti, animali, intelligenza, emozioni, ecc., ma esistono culture in cui le nostre suddivisioni non hanno luogo.
Quindi, noi con il linguaggio abbiamo suddiviso il mondo in categorie arbitrarie.
Ed è perciò che Sassure sostiene che il nostro linguaggio non applica etichette ad una realtà oggettiva, ma costruisce una realtà in modo arbitrario e soggettivo.
Per il linguista ginevrino, quando un significante si connette ad un significato, questa connessione diventa fissa, e assume un significato condiviso (ma non immutabile nel tempo).
Durante la seconda guerra mondiale, i governi britannico e statunitense richiedono ad alcuni psicologi di rintracciare strumenti concettuali utilizzabili a fini propagandistici e di manipolazione delle coscienze, per tenere alto il morale delle truppe e convincere ad es. i soldati a cibarsi in maniera misera.
Nasce il “costruzionismo sociale” (Gergen, Focault, Derrida, Parker).
Si evidenzia così il legame tra sapere e potere: il linguaggio diventa una forma di azione sociale, e quando le persone parlano l’una all’altra è allora che si costruisce il mondo.
La nostra conoscenza non è una diretta percezione della realtà, ma è nell’interazione reciproca che costruiamo la nostra versione soggettiva della realtà.
La nozione di verità diventa illusoria.
Anche l’identità si costruisce nei discorsi che intervengono nelle relazioni con le altre persone.
Quindi l’identità non sgorga dall’interno di un individuo, ma emerge dal mondo sociale in cui la gente nuota, in un mare di segni linguistici, un mare che è il medium, il mezzo della nostra esistenza.
Gli eventi, le persone, i fenomeni sociali risultano soggetti continuamente ad una grande varietà di costruzioni possibili.
Alcune di tali costruzioni appaiono più sensate, più verosimili di altre.
Per Focault la conoscenza, intesa come la particolare idea del mondo prevalente nel senso comune, è strettamente, intimamente connessa col potere.
Il potere è precisamente un effetto del discorso.
Definire una cosa, una persona, il mondo in un modo che ti consente di fare certe cose che vuoi fare, questo è esercitare potere.
Ecco come s’inserisce nel quadro della società attuale la falsa sindrome di PAS, inventata da Gardner negli Stati Uniti negli anni ’80.
Avendo Gardner deciso di difendere, a suon di centinaia dollari, i padri abusanti nelle cause di separazione, sceglie di costruire una realtà arbitraria: sostiene, quindi, che ogni madre che, in una causa di separazione, accusa il proprio partner di abusi nei confronti dei figli minori, lo fa solo perchè è pazza, e perchè tenta di manipolare i bambini, per allontanarli dal padre e per ottenere denaro da tali affermazioni.
E, a grappolo, sono state inventate altre malattie, generate dalla PAS: la sindrome della madre malevola, il bambino alienato, ecc., affermando che pure Freud descriveva tali sindromi.
In realtà, Freud in “Totem e tabù”, parlando dell’istinto di morte, cioè della nostalgia che l’essere umano avrebbe nei confronti del nulla e del caos, nostalgia che può concretizzarsi in comportamenti distruttivi e in esplosioni di aggressività incontrollata, introduce la sindrome di Medea, che può condurre all’infanticidio.
Medea, nel mito greco, tradita dal suo amato Giasone, impazzisce ed arriva ad uccidere i propri figli.
Ma l’infanticidio è una infinitesima percentuale a fronte di un prevalente comportamento materno sano.
Le sindromi si fondano su comportamenti reiterati socialmente e statisticamente corposi.
Per inciso, sono assolutamente d’accordo con Briffault, il quale sostiene che l’istinto materno non è affatto innato.
Anche per me, la maternità è un sentimento che può, o meno, svilupparsi in una donna, ma non è “scontato”, non è già insito nel DNA femminile.
Negli ultimi anni, si registra un cambiamento strutturale del pedofilo così come lo si intendeva precedentemente: le statistiche non ci descrivono più un uomo anziano, povero, senza cultura, solo e senza figli/nipoti, ma ci raccontano di un uomo di 30-50 anni, con buona/ottima istruzione ed un lavoro ben remunerato, sposato, con figli.
Potremmo definirlo un uomo di potere.
Ed assistiamo ad un crescente aumento di cause per separazione.
Non si può non collegare la comparsa improvvisa del fenomeno PAS con il tentativo di soffocare la voce di chi, culturalmente nei secoli, ha sempre avuto meno potere decisionale: i bambini (che non votano) e le donne.
Eppure i bambini sono il nostro presente, la nostra forza, il nostro tesoro.
Ed ognuno di noi, qualsiasi professione svolga, che sia genitore o meno, ha l’obbligo, in quanto adulto e membro della società, di tutelare i minori, i più piccoli.
Nonostante l’apparente centralità del minore nella nostra società (centralità di marketing, economica, ma mai culturale, profondamente radicata), si continua a fondare il mondo sullo strapotere dell’adulto.
Concludo con le parole usate dalla Prof. Maria Rita Parsi per chiudere la prefazione al mio saggio “Distruggere il muro del silenzio”: “Insomma, un mondo a misura di bambino perché la dismisura è già, di per sé, la madre di tutti gli abusi”.
Grazie.

MOBBING FAMILIARI, CONDOMINIALI E AFFINI - Quando la disinfomazione viaggia in rete

pubblicata da Andrea Mazzeo il giorno venerdì 7 gennaio 2011 alle ore 21.37

In diverse pagine web, blog, profili Facebook, wikipedia, sono inseriti degli scritti che contengono questi concetti; leggendoli frettolosamente si può pensare ad un errore, ma la reiterata insistenza con cui vengono proposti fa pensare ad un preciso progetto di disinformazione. Sfuggono, allo scrivente, le motivazioni che sostengono tale volontà disinformativa; potrebbe trattarsi di banale ignoranza, ed allora non varrebbe nemmeno la pena di sprecare queste poche righe per confutarla. Alcuni di questi scritti provengono però da fonti professionali ed allora qualche riga di corretta informazione forse è dovuta.

Il termine "mobbing" viene oggi utilizzato solo ed esclusivamente per indicare fenomeni di persecuzione nel mondo del lavoro; secondo la definizione originaria di Leymann (psicologo del lavoro che negli anni '80 in Svezia ha per primo utilizzato queto termine per definire certi comportamenti nel mondo del lavoro, «il Mobbing consiste in una comunicazione ostile e non etica perpetrata in maniera sistematica da parte di uno o più individui generalmente contro un singolo che, a causa del Mobbing, è spinto in una posizione in cui è privo di appoggio e di difesa e lì costretto per mezzo di continue attività mobbizzanti. Queste azioni si verificano con una frequenza piuttosto alta (definizione statistica: almeno una alla settimana) e per un lungo periodo di tempo (definizione statistica: una durata di almeno sei mesi). A causa dell’alta frequenza e della lunga durata, il Mobbing crea seri disagi psicologici, psicosomatici e sociali» (H. Leymann, Mobbing Encyclopedia, http://www.leymann.se/).

Nulla a che vedere, quindi con i conflitti intra-familiari, o addirittura condominiali, perché il mobbing non è un conflitto ma è qualcosa di diverso e di molto più grave; questa generalizzazione del conceto di mobbing è pericolosa perché porta a pensare che anche il mobbing in ultima analisi non sia altro che una situazione conflittuale, portando a misconoscere la drammatica condizione dei lavoratori vittime di mobbing, cioè di persecuzione nel mondo del lavoro.

Il conflitto è infatti una condizione che vede due, o più, attori coinvolti (il prefisso "con" rimanda appunto a questo concetto di condivisione); una interazione circolare in cui ciascun soggetto coinvolto gioca la sua parte.

Nel mobbing invece si ha in maniera lineare (e non circolare) un comportamento vessatorio verso un lavoratore, da parte di un superiore o comunque rappresentante dell'azienda (mobbing verticale) o da parte di colleghi (mobbing orizzontale); è descritto anche un mobbing dal basso, diretto contro un superiore, ma è molto più raro.

Le condizioni in cui si vorrebbe vedere il cosiddetto mobbing genitoriale sono in realtà situazioni di conflittualità intra-familiare, o coniugale, ben note alla psicologia e per le quali non occorre scomodare categorie concettuali nate in altri contesti.

In questa estrapolazione, dal contesto etologico al contesto familiare, a quel che si legge negli scritti dei fautori del mobbing familiare, vengono presentati in forma scientifica concetti manipolanti e miranti a confondere il lettore. Nel mondo animale i comportamenti di mobbing vengono messi in atto contro i predatori, hanno quindi un significato evolutivo ben preciso, di difesa della comunità e non quello di espellere un membro non gradito. Il mobbing, infati è definito dagli etologi come una «reazione collettiva diretta verso un predatore da parte di potenziali prede che, con l’assalto di gruppo, lo confondono e ne scoraggiano l’attacco» (Malacarne G., 1992. Mobbing. In: Mainardi D., - eds . Dizionario di Etologia. Einaudi, 497-498). Una reazione di difesa, quindi, e non una azione di attacco verso l'altro.

Sostenere quindi che "nelle famiglie il mobbing viene messo in atto da quei coniugi che, utilizzando atteggiamenti vessatori, spingono deliberatamente i loro partner ad abbandonare la casa familiare" è scorretto; a meno che non si voglia indicare con questo il comportamento di un genitore che cerca di difendere il figlio dall'altro genitore.

La psicologia ha ormai consacrato il mobbing come persecuzione nel mondo del lavoro; l'uso di questo termine in altri contesti relazionali è solo confusivo e va evitato.

Ma per non correre il rischio di una ulteriore denuncia per diffamazione (ormai basta contestare un concetto, talvolta in maniera 'maschia', per essere tacciati di diffamazione), voglio fare una analisi del concetto di mobbing familiare.

Diamo per buono che in alcune situazioni un coniuge, di solito la madre sembra di capire, metta in atto strategie di mobbing versol'altro coniuge, che dovrebbe essere il padre.

Bene, se stiamo all'accezione originaria del termine, e cioè quella dell'etologia, di un comportamento difensivo contro il predatore, soprattutto in presenza della prole, ebbene dobbiamo ritenere che madre natura, previdente, ha conservato questo atavico comportamento nella femmina della specie umana con l'evidente finalità evolutiva di sopravvivenza della specie, per proteggere i cuccioli di uomo dai loro predatori.

Grazie madre natura!

Originale al link: http://www.facebook.com/notes/andrea-mazzeo/mobbing-familiari-condominiali-e-affini-quando-la-disinfomazione-viaggia-in-rete/497123087759