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domenica 25 dicembre 2011

Clamoroso: 700 psichiatri forensi hanno RIFIUTATO l'intervista di Warshak




Lo dichiara una mesta nota del blog di Richard Warshak del maggio 2011, diffusa in questi giorni dai profeti italioti della p.a.s. con la solita tracottante mistificazione del dato scientifico. Non è così per Warshak, il quale negli states rischia addirittura che alcuni professionisti gli tolgano il saluto.

Infatti, si è tenuta proprio nel maggio scorso l' International Conference of the Association of Family and Conciliation Courts, alla quale hanno partecipato circa 1000 esperti di psichiatria e psicologia forense. Nel corso della conferenza Warshak e i suoi accoliti hanno proposto ai partecipanti una intervista sul tema dell'inclusione dell'alienazione genitoriale nel DSM-V, la futura edizione del Manuale Diagnostico e Statistico della American Psychiatric Association attualmente in corso di redazione.

Tra i mille partecipanti sono stati ben 700 i professionisti della psichiatria forense che hanno rifiutato ogni contatto con gli accoliti pro P.A.S., onde non finire invischiati nella consueta mistificazione del dato scientifico.

In merito ai trecento "spartani" costretti alle Termofili, cioè messi alle strette dagli intervistatori, è lo stesso Warshak a dichiarare la sconfitta dell'aver ricevuto risposte di argomento diverso sulle possibili cause che inducono un bambino a rifiutare il genitore non convivente (il 98% dei 300 intervistati), ma tutte le risposte sono risultate univocamente contrarie all'inclusione della p.a.s. (sindrome di alienazione genitoriale) nel DMS-V.

Per questa ragione Warshak sul suo blog si domanda se non sarebbe stato più opportuno evitare del tutto la parola "alienazione" dall'intervista, utilizzando domande semplici come: "Credi che ci siano alcuni casi in cui il comportamento del genitore rifiutato non ha contribuito in modo significativo al rifiuto di un bambino?"

Data la non infallibilità del comportamento umano, vista e studiata nel maschio della specie, non crediamo affatto a questa possibilità. Un bambino che rifiuta uno dei due genitori ha sempre delle ottime ragioni, fosse anche l'assegno di mantenimento con il quale il padre ricatta la madre.

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNcRr78EMfN7pSnFuuYnvEYposC8l-bxToRpoZ9qP4cb4ezOcftmt01v1rp8YGL9Ex4x3WoXKDz8W7RjNyK8mWmIlKh36ixYHdwXJG_yw0nbxa-UOKSdYdG_vxvyl0nx6m0MqnRCI6TCpc/s1600/2011-12-26_071027_treciento.jpg

LA MISTIFICAZIONE ITALIANA

In Italia, come visibile dallo screen shot, la mesta notizia data da Warshak è stata magnificata e gonfiata a dismisura e dei 700 rifiuti "a priori" si è persa traccia, mentre sui restanti "300 spartani" gonfiati fino all'intero totale dei partecipanti è stato millantato il plauso alle tematiche della p.a.s.

Secondo il traduttore della Geobox.IT Srl di Firenze, infatti, il solo tema trattato dalla conferenza annuale dell'Association of Family and Conciliation Courts del maggio scorso sarebbe stato la p.a.s. (sindrome di alienazione genitoriale) e la sua introduzione nel DMS V. Essendo ciò evidentemente un incredibile Falso, visto che la conferenza annuale della AFCC ha come oggetto solo temi scientifico - legali a carattere nazionale e anche, dove occorra, il rinnovo delle cariche.

A beneficio dei lettori è giusto ribadire che l'applicazione forense è considerata una branca minore della Psichiatria, la quale invece si fonda sulla ricerca, sul dato statistico e sugli studi accademici. Lo stesso accade in Italia, dove la figura professionale che più si avvicina ad uno psichiatra forense americano è quella dello psichiatra delle "assicurazioni", cui nessuno attribuirebbe una cattedra di "ricerca" anche per la peculiare staticità dell'argomento giurisprudenziale.

Diffidate dalle imitazioni: in Italia le politiche della P.A.S. sono propugnate da alcuni mediocri studi legali, pochi psichiatri assicurativi e da 24 associazioni che non hanno neppure 8 membri ciascuna, ma pescano nel fondo del 5x1000 a discapito del lavoro di tutte le Onlus impegnate nel volontariato. E' storia che l'amministratore della Geobox.IT Srl, attuale traduttore degli scritti di Warshak e webmaster del pacchetto pubblicitario p.a.s. (500 pagine facebook, più di 100 siti web), sia un ex esercente del settore telematico della pornografia. L'uomo è attualmente sotto processo per gravi maltrattamenti familiari, il reato a lui ascritto è stato sancito da una sentenza della Suprema Corte di Cassazione.

Il ddl 957 che ha la presunzione di voler introdurre dal nulla la p.a.s. nel nostro ordinamento giudiziario è incostituzionale alla stregua delle leggi razziali di Mussolini, perché di fatto introduce un pregiudizio medico giudiziario nei confronti del minore impedendone la testimonianza in Tribunale e/o rendendola inascoltabile per "malattia".

Originale: http://giustizia-quotidiana-no-pas.blogspot.com/2011/12/clamoroso-700-psichiatri-forensi-hanno.html

Loredana Morandi

lunedì 19 dicembre 2011

Warshak, la leggenda dei 5 pedofili recidivi

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Nello specchietto di comparazione ciò che appare a lato sinistro è scritto dalla sottoscritta, a destra invece potete leggere la traduzione fatta da qualcun altro al lavoro di Warshak, che riporto di seguito in corsivo per brevità:

"I bambini hanno dato punteggi alti alla struttura, un resort con piscina, giochi, attività ludiche e detto di essere stati felici di aver partecipato. Senza impiegare nessuna coercizione, 18 bambini su 23 hanno recuperato e mantenuto un sano rapporto con il genitore alienato."

A ciò che scriverò di seguito si perviene con l'uso della logica, partendo dal presupposto che: la PAS è un violento pregiudizio a carattere medico giudiziario inventato per mettere a tacere il Minore in Tribunale.

Analizziamo così il contenuto "tradotto" su quello che in precedenza abbiamo definito il "campeggio degli orrori", ovvero l'invenzione di Warshak. L'orrore, nella fattispecie, è di fatto la coercizione del Minore e l'obbligo a rapportarsi personalmente con un genitore violento o abusante. Il luogo è ininfluente, sia campeggio o resort con piscina, ma sappiamo che per ottenere un punteggio favorevole del bambino, egli o ella hanno avuto i propri spazi di "solitudine - gioco lontano dal genitore o subito la sua presenza con la protezione/filtro di altri adulti.

Ciò che è eccezionale è il risultato ottenuto da Warshak: su 23 genitori, 5 si sono manifestati come pedofili violenti. La prova dei reati senza ombra di alcun dubbio nella testimonianza diretta del Minore, ad uso incidente probatorio, sulla quale siamo liberi di intuire che quei cinque genitori siano stati tutti condannati dalla giustizia americana.

L'ampia bibliografia concernente la psicologia del pedofilo e il suo metaprogramma coercitivo di abuso fisico e psicologico ai danni del Minore, violento al punto tale da riuscire a subornarne la testimonianza e la più semplice richiesta di aiuto ci aiutano a ritenere, a ragione, probabilmente pedofili e violenti tutti e 23 i genitori, che hanno scelto scientemente di utilizzare in Tribunale lo strumento solo giudiziario di Gardner contro i propri figli, cioè la cd sindrome di alienazione genitoriale nell'involuzione data da Warshak.

Qual'è l'elemento che fa di Warshak un macellaio? L'aver ottenuto la prova provata, con la collaborazione obbligata del bambino, infischiandosene della sua volontà e più in generale della sua capacità di sopportare il Danno, ma soprattutto senza alcuna protezione fisica o giudiziaria nei suoi confronti. Una enorme violazione del Diritto del Minore.

Infatti nel paese di Warshak, in rari ed eccezionali casi di grande maturità del Minore e con il placet del pubblico ministero, soltanto la Polizia statunitense ha i requisiti giuridici per creare l'occasione di un confronto diretto tra il minore e l'adulto che lo ha seviziato.

Per operare questo genere di indagine la Polizia provvede il bambino in primo luogo di una efficace protezione per la sicurezza fisica, dotando inoltre gli ambienti dell'incontro di telecamere e microfoni. Così l'istituzione pone sì a rischio il minore, ma essendo nella condizione di intervenire immediatamente in sua difesa con un vigile controllo al momento della "flagranza di reato".

Cosa questa impossibile in ambienti alberghieri gestiti da privati a "stanze chiuse".

Gli accadimenti degli ultimi anni ci sono da monito: non c'è un limite alla violenza dell'uomo! Ben lo rammenteranno coloro che, direttamente o indirettamente, hanno assistito all'accoltellamento di un folle "padre separato" ai danni della ex moglie costretta ad incontrarlo di fronte ad una assistente sociale.

E' facile intuire che, come i suicidi dei minori vittime di Gardner han distrutto la carriera dello psichiatra forense, anche per la carriera di Warshak è già pronta la fine ingloriosa e sanguinosa dell'abuso di un Minore in sede di "campeggio degli orrori".

Stante l'immaginabile orrore è consolante sapere che l'emulo Warshak meriterà sicuramente la galera, contrariamente a quanto non è accaduto al mentore Richard Gardner, il quale gode oggi di una imperitura fama e di una personale apologia nei siti della pedofilia internazionale. Tra i reati che potranno essere contestati a Warshak possiamo fin d'ora annoverare: l'inquinamento probatorio, la corruzione in atti giudiziari, l'omissione e il reato di favoreggiamento, se non addirittura il concorso esterno con tanto di reati accessori. E, naturalmente, la "circonvenzione di incapace" ai danni delle vittime Minori.

Galera meritata anche intellettualmente dall'autore della "giornata di copertura" all'Alice Day, il giorno dell'orgoglio degli orchi che concupiscono le "bambine".

L.M.






mercoledì 9 novembre 2011

Un caso di falsità nella perizia di P.A.S.

Oggi presso un Tribunale per i Minorenni, del quale, per adesso, non rivelo la sede, un giudice ha dettato il quesito al Consulente Tecnico d'Ufficio, il quesito espressamente indicava al Consulente di verificare se fra la madre e il figlio si era instaurata la PAS.
Ho contestato il testo del quesito spiegando al giudice che la PAS non esiste, che sarebbe come chiedere di applicare una legge che non è stata mai approvata, ho aggiunto anche che la PAS è orientata univocamente a cercare disfunzioni nel rapporto madre-figlio, dimenticandosi delle problematiche che possono riguardare il rapporto padre-figlio.
Orientare la CTU verso un'unica soluzione è parziale e crea, fin dall'origine, i presupposti per un pre-giudizio.
Ciò che è incredibile è che il padre è processato per maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie e il figlio ha dichiarato di avere assistito (ovviamente soffrendone) agli atti di violenza.
Lo stesso figlio ha raccontato anche che il padre abusava di lui, ma il PM, guarda caso, ha chiesto l'archiviazione perchè il Consulente del PM ha sospettato una PAS!
Il risultato quale è?
Che puoi violentare tranquillamente i tuoi figli e fare violenza alla moglie, al massimo se ti lamenti o denunci ci sarà sempre un giudice, almeno oggi incredibilmente c'è stato, che chiederà ad un Consulente Tecnico di verificare che tuo figlio e tua moglie sono malati, di una malattia che non esiste, s'intende, di una malattia pensata da un uomo perverso (Gardner) che ha scritto cose abominevoli sui bambini e che, a pieno titolo, è da considerarsi un ideologo della pedofilia.
Ma il solerte CTU osservando i sintomi che il perverso Gardner ha individuato, prima di ogni sentenza, prima di ogni verifica, diagnosticherà la PAS e questa diagnosi diventerà il criterio con il quale I PM o i giudici penali chiuderanno il caso o assolveranno.
Siamo alla follia.
Sparisce ogni garanzia processuale, sparisce la cognizione del fatto, il tabù dell'incesto ha vinto, l'ideologo della pedofilia, Gardner, ha vinto e con lui i suoi seguaci, i giudici hanno risolto un problema spinoso prima ancora di affrontarlo, tutto nell'interesse prevalente del bambino, s'intende, nella promozione dei diritti dei bambini, s'intende, specialmente il diritto all'ascolto del bambino, s'intende, così esattamente come il maestro Gardner insegna e i suoi allievi-seguaci imparano.
O si capisce che è necessario mobilitare le coscienze oppure arrendiamoci all'idea che è la cultura pedofila (quella di Gardner e di Underwagher - del quale parleremo nelle prossime puntate) a dettare regole, sindromi e sintomi con i quali far tacere i bambini e le donne vittime di violenza.

giovedì 27 ottobre 2011

Uno spettro si aggira nei tribunali USA: anche dopo morto Gardner condiziona i giudici

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In questo articolo allarmante Anne Grant responsabile dei centri antiviolenza dello stato americano del Rhode Island fa un appello al giudice appena nominato nuovo presidente del Family Court perchè metta al bando le tattiche coercitive introdotte dallo psichiatra Richard Gardner che hanno traumatizzato i bambini e le loro madri. Oltre sette anni dopo la sua morte lo spettro di Richard Gardner e delle sue teorie si aggira ancora nei tribunali USA e condiziona i verdetti dei giudici nei casi di affido.

Gardner - scrive Anne Grant - ha progettato un'arma "stealth" come i bombardieri invisibili nel 1985 chiamandola Sindrome da alienazione genitoriale. Come negazionista della violenza domestica Gardner ha testimoniato a favore di centinaia di padri per dimostrare che le madri avrebbero alienato i figli contro i padri. Nell'articolo vengono presentati tre casi di minori strappati alle madri grazie all'arma micidiale della PAS.

As Judge Haiganush R. Bedrosian becomes Chief of Family Court, it is time we banished the ghost of Dr. Richard Gardner, whose coercive tactics in Rhode Island courtrooms have been haunting families traumatized by domestic abuse.

Victims of terror do not present well in court. They are tense, emotional and understandably outraged. On the opposing side, tyrannical controllers can be calm and charming litigants, confident in the damage they have inflicted. Their lawyers, who are often accomplished bullies in their own right, tell astounding lies calculated to trigger a full display of symptoms in the victims.

Psychiatrist Richard A. Gardner designed a stealth weapon in 1985 that he called "Parental Alienation Syndrome." A domestic-violence-denier, Gardner testified for hundreds of fathers and argued that mothers had "alienated" their children against them. Gardner also wrote that sexual relations between parents and children were natural. He told filmmaker Garland Waller that children who report abuse by their fathers should be threatened with a beating. He committed suicide in 2003, but his ghost still haunts our courtrooms. Here are three examples from cases I have been following:

In 2004, Warwick police charged a Family Court deputy sheriff with felony domestic violence when they found his girlfriend handcuffed in their kitchen with a broken jaw and eye socket. Already entrenched in litigation, the deputy sheriff was an often-unruly defendant in the same courtroom where he once kept order. He demanded custody of his ten-year-old daughter, who was terrified of him.

In the corridor during a break, David M. Tassoni, assistant to Chief Judge Jeremiah S. Jeremiah, Jr., told me he was searching for a psychologist who "understood parental alienation." Tassoni found Lori Meyerson, PhD, in a cramped country office and invited her to serve at Family Court, where she testified that the deputy sheriff was a "happy, calm and level person." She had never visited either parent's home when she recommended giving the father sole custody. General Magistrate John J. O'Brien, Jr., praised Meyerson's work and declared this case to be "as close as you can get to parental alienation."

Tassoni told me he was working with Judge Bedrosian and a joint committee from the Court and the Bar Association on a training program to qualify guardians ad litem. Their 2004 course and manual devoted an entire section to Gardner's theory of parental alienation.

Attorney Lise M. Iwon, who is now president of the Rhode Island Bar Association, helped teach that course, though she did not follow its guidelines in writing her report as guardian ad litem in another case. A three-and-a-half-year-old had protested behavior she described as her father's "sausage games" on days they spent alone. A pediatrician's office reported this to DCYF, who ordered the father out of the home. A few months later, the mother filed for divorce.

I asked why Attorney General Patrick C. Lynch had failed to convene a grand jury. He considered the child too young to be believed. Neither DCYF nor the AG used available technology to record this child's "excited utterances" in order to meet standards of evidence. They made no video of her reportedly vivid "reenactment" of an assault. No jury saw the graphic portrait she drew of her father.

Iwon succeeded in getting the girl and her older sister removed from an excellent mother and home. After sixteen months in state custody, the court gave the younger girl to her father and moved the older one from a shelter to a foster home, all at state expense. Iwon's course of action suggested that a Gardner-defense was underway. Like Tassoni's efforts on behalf of the deputy sheriff, Iwon sought psychiatric examiners, and found a pliable group in Massachusetts, where psychologist Bernice Kelly, PsyD, wrote that Iwon, herself, had suggested the possibility of "parental alienation."

In 2007, Kelly's report to the court listed Gardner's "eight symptoms" of alienation. She seemed unaware that the National Council of Juvenile and Family Court Judges had identified this as "junk science" the year before. NCJFCJ had warned judges to strike any report referring to parental alienation from the record because it failed to meet standards of evidence.

This year, as the American Psychological Association prepares to publish the Fifth Edition of its Diagnostic and Statistical Manual, its committee has steadfastly resisted pressure to elevate "parental alienation" to scientific credibility.

Yet Blue Cross and Blue Shield apparently reimburses providers for parental alienation "therapy." In 2007, psychologist Peter J. Kosseff, PhD, testified in Rhode Island that his court-ordered efforts to forcibly "reconcile" two teenagers with their father were not what Kosseff considered "therapeutic." Nevertheless, he billed Anthem Blue Cross and Blue Shield in Connecticut for "miscellaneous medical service" and got paid for those sessions--though they ended badly when the 14-year-old daughter suffered a breakdown and spent ten days at Bradley Hospital, costing the insurer many thousands more.

How long will the ghost of Dr. Gardner haunt Rhode Island's children? I am confident that Chief Judge Bedrosian does not share Gardner's pro-pedophile views. She is now in a position to end his ghostly reign in Rhode Island and to promote the highest standards of evidence in Family Court's handling of custody cases.

But one branch of government is not enough. Will Governor Lincoln Chafee demand thorough reform at the Department of Children, Youth and Families? The General Assembly has mandated that DCYF must, in 2011, start the process toward accreditation.

Will Attorney General Peter Kilmartin use technology and convene grand juries to examine evidence of sex crimes by family members against young children? (Two of the fathers above acknowledged that they were sexually assaulted in childhood, one by his father and the other by his grandfather.)

Children who have suffered from domestic abuse need all three branches of government to work together and unequivocally banish Dr. Gardner's ghost from Rhode Island.


Anne Grant was executive director of Rhode Island's largest shelter for battered women and their children from 1988 to 1996. There she learned how family court helps batterers control their families after divorce. She writes several blogs on domestic abuse custody cases, and contributed a chapter on Rhode Island to Domestic Violence, Abuse, and Child Custody: Legal Strategies and Policy Issues (Civic Research Institute, 2010).


In addition to her book reviews and general writing, much of Anne Grant's research focuses on legal abuse in family courts and child protective services that place traumatized children at greater risk. She writes several blogs, including those that (more...)

mercoledì 27 aprile 2011

Template for letter in response to "PAS Day"

pubblicata da Julia Fletcher il giorno lunedì 25 aprile 2011 alle ore 20.31

From http://parentalalienationfraud.blogspot.com/:


Please copy, paste, edit the italicised words, and send this letter to your state’s Governor.

Dear Governor:

Your office may receive or has already received a request to sign a proclamation declaring April 25th as Parental Alienation Awareness Day. Parental Alienation Fraud Blog is writing to urge you to reject that request.


Proponents of Parental Alienation Awareness Day attempt to portray parental alienation as a destructive family dynamic in which one parent turns the child against the other, usually during custody proceedings.


Parental Alienation Syndrome, however, is not based in empirical evidence and has been widely discredited by legal and mental health experts. Three leading professional organizations—the American Bar Association, the National Council of Juvenile and Family Court Judges, and the American Psychological Association—have state unequivocally in their publications that Parental Alienation Syndrome is neither a scientifically valid nor a professionally recognized psychological syndrome, and as such, should not be admissible as evidence in a court of law.

Youth and domestic violence advocates point out that a child may have legitimate reasons for having negative feelings toward one of his or her parents, particularly when a parent is abusive. Rather than investigating allegations of abuse, the concocted notion of parental alienation can wrongly turn the court's focus to the victims' motives.

Many abusers are invoking Parental Alienation Syndrome and parental alienation to convince family courts to ignore children's allegations of abuse. They wrongly claim that the protective parent is behind a child's claims of abuse and should be punished by not getting custody of the children.

When courts award visitation or custody to the parent to whom the child has an aversion, in many instances, the courts are awarding custody to a violent abuser. The consequences could be dire.

Some children placed in the custody of their abusers have committed suicide; others have run away, and countless others have endured the abuse and are permanently traumatized. In recent years, children placed in custody of their abusers have been coming forward to tell their stories and to warn of the danger surrounding the fictitious syndrome. http://www.courageouskids.net/

Parental Alienation Fraud Blog urges you to reject the proclamation for Parental Alienation Awareness Day. Instead, take actions to ensure that abuse allegations are thoroughly investigated before custody decisions are made. Your leadership will help some of the most vulnerable children stay safe.

Sincerely,

Parental Alienation Fraud Blog

sabato 2 aprile 2011

Uno spettro si aggira nei tribunali USA: anche dopo morto Gardner condiziona i giudici

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In questo articolo allarmante Anne Grant responsabile dei centri antiviolenza dello stato americano del Rhode Island fa un appello al giudice appena nominato nuovo presidente del Family Court perchè metta al bando le tattiche coercitive introdotte dallo psichiatra Richard Gardner che hanno traumatizzato i bambini e le loro madri. Oltre sette anni dopo la sua morte lo spettro di Richard Gardner e delle sue teorie si aggira ancora nei tribunali USA e condiziona i verdetti dei giudici nei casi di affido.

Gardner - scrive Anne Grant - ha progettato un'arma "stealth" come i bombardieri invisibili nel 1985 chiamandola Sindrome da alienazione genitoriale. Come negazionista della violenza domestica Gardner ha testimoniato a favore di centinaia di padri per dimostrare che le madri avrebbero alienato i figli contro i padri. Nell'articolo vengono presentati tre casi di minori strappati alle madri grazie all'arma micidiale della PAS.

domenica 20 marzo 2011

25 aprile contro la P.A.S.




25 aprile contro la falsa sindrome di alienazione genitoriale


25 Aprile Giornata Mondiale
CONTRO LA FALSA SINDROME DI
alienazione genitoriale.

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VADE RETRO Richard Gardner!

PER FAVORE AIUTATECI! Dobbiamo salvare i bambini!

IL MONDO INTERO DEVE SAPERE

Questa è la rete mondiale nata per combattere questo PERICOLO!
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(DA: http://www.courageouskids.net/intro.htm)
Combattere la "Disgrace americano nascosti" Corte dei bambini abusati

... Alcuni di noi hanno compiuto 18 anni, e sono ora "liberi", anche se incubi e ricordi dolorosi continueranno a perseguitarci per molti anni, forse per sempre. I fratelli di alcuni di noi sono ancora tra le grinfie di coloro che ne abusano. Siamo ragazzi provenienti da tutto il paese che sono stati picchiati, molestati, violentatati, sodomizzati, abusati psicologicamente, isolati, terrorizzati, e strappati dal genitori che cercava di proteggerci e lottava per noi.

Siamo stati abusati mentalmente, fisicamente, sessualmente, verbalmente, emotivamente, psicologicamente per ordine del tribunale.

Siamo stati messi in falsa luce da avvocati nominati dalla corte; i fatti sono stati distorti o travisati da esperti nominati dal tribunale, abbiamo subito il lavaggio del cervello da parte dei consulenti nominati dalla Corte, abbiamo dovuto tacere circa l'abuso. Nessuno ha voluto ascoltare la nostra voce, e nemmeno quella dei genitori che cercavano di proteggerci .

Molti di noi hanno sofferto perché la Corte ha accettato come valida una teoria, la Sindrome di Alienazione Genitoriale (soprannominata "PAS".)
È una teoria del tutto falsa che va a colpire i genitori che cercano di proteggere i figli dal genitore abusante. Avvocati e psicologi di parte vengono pagati da coloro che abusano per coprire e negare la violenza e gli abusi sui minori.
La PAS mette il genitore protettivo in cattiva luce, in modo che il giudice passi la custodia all'aggressore. Per una spiegazione più dettagliata di questa falsa sindrome, vedere http://www.courageouskids.net/pas.htm
I giudici che hanno seguito i nostri casi erano molto più ansiosi di etichettare le nostre madri come " madri alienanti" che credere che i nostri padri, all'apparenza "normali", ci avessero percosso, molestato o abusato di noi a livello psicologico. I giudici e i periti incaricati dal tribunalesi sono vendicati con le nostre madri per il loro tentativo di proteggerci. Si sono rifiutati di permettere alle nostri madri di presentare prove o testimonianze per dimostrare che i nostri padri erano abusanti, e anche di ascoltare qualcosa di noi, le vittime, ha detto di essere abusato. La maggior parte delle nostre madri hanno completamente perso la custodia, siamo rimasti senza madre e senza alcuna protezione dai nostri padri violenti. Le nostre madri sono state trattate da criminali, questo ci ha provocato ulteriori sofferenze.La frenesia dei giudici 'di punire le nostre mamme per aver cercato di proteggerci, non ha fatto loro rendere conto, o forse a loro non interessava, dell'enormità della punizione che anche noi abbiamo dovuto subire.

Il fatto di strappare i bambini al genitore protettivo e di darli in custodia esclusiva al genitore abusante è stato definito "Il segreto più buio e vergognoso dell'America," in un articolo che ha ricevuto un premio di Kristen Lombardi, giornalista di Boston Phoenix, il cui lavoro sugli abusi da parte di sacerdoti a Boston ha portato alle dimissioni del cardinale Law.

Anche se può risultare difficile credere che tali orrori ancora oggi esistano in America, migliaia di bambini sono stati, e sono tuttora, strappati dal genitore protettivo e dati in custodia esclusiva ai loro aguzzini, con ordinanze del tribunale. E alcuni ragazzi che hannao subito questo trattamento anni fa, sono ancora intrappolati con il genitore abusante in quanto il giudice che ha erroneamente accettato la PAS, si rifiuta di ammettere e correggere i propri errori. Alcuni di quei ragazzi sono i nostri fratelli più piccoli, e noi siamo in lutto per loro.

Alcuni di noi sono pronti a citare in giudizio i professionisti che ci hanno messo in queste situazioni di abuso. Abbiamo trovato terapeutico eci ha dato sicurezza, l'essere finalmente in grado di parlare delle nostre esperienze. Il nostro primo intervento si è svolto all'incontro annuale
http://mothers-of-lost-children.com/MOLC_events.htm#conference nel mese di aprile 2004. Abbiamo ottenuto una standing ovation e tutti ci hanno detto che i nostri discorsi hanno avuto un grande impatto su di loro.

Non tutti siamo in grado di parlare, perché siamo ancora affidati ai nostri abusanti e abbiamo troppa paura della loro vendetta, e di quella dei giudici, nei nostri confronti e in quelli dei genitori protettivi. Ma riceviamo supporto psicologico on-line dal Courageous Kids Network, ragazzi come noi che sono riusciti a fuggire.
Sapere che ci sono altri ragazzi come noi, là fuori, sapere che possiamo parlare e che questi ragazzi capiscono quello che stiamo attraversando, aiuta quelli di noi che sono ancora intrappolati a non sentirsi più così soli.

lunedì 14 marzo 2011

Cos'è la PAS?

Cos’è la PAS? In breve…

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Dr Richard A. Gardner

Psichiatra infantile che sviluppò la teoria della Sindrome di Alienazione Parentale.

Richard Alan Gardner, psichiatra nato a New York il 28 Aprile 1931; MD 1956; sposato due volte (un figlio maschio, due figlie femmine); Morto a Tenafly, New Jersey, il 25 Maggio 2003.

In una disputa combattuta per la custodia di minori, avvenuta nei sobborghi di Pittsburgh qualche anno fa, tre ragazzini implorarono il tribunale minorile di non forzarli a continuare la frequentazione con il loro padre perché, dissero, era fisicamente abusivo nei loro confronti. Piuttosto che credere ai ragazzi, il giudice fece affidamento sulla testimonianza di un esperto nominato dal padre, un professore di psichiatria clinica della Columbia University, Richard A. Gardner.

Gardner asserì che i ragazzi stessero mentendo come risultato di un “lavaggio del cervello” ad opera della loro madre e raccomandò qualcosa che lui chiamava “la terapia della minaccia”. Essenzialmente, ai ragazzi Grieco fu detto che avrebbero dovuto essere rispettosi ed obbedienti nelle loro visite al loro padre e che se non lo fossero stati la madre sarebbe finita in prigione. Poco dopo, il sedicenne Nathan Grieco, il maggiore dei fratelli, si impiccò nella sua camera da letto, lasciando dietro di sé un diario in cui aveva scritto che la vita era diventata un “tormento senza fine”. Sia la corte che Gardner non ammisero mai i propri errori persino dopo il suicidio, e fu solo dopo un esposto sul quotidiano locale che le disposizioni per la custodia per i due ragazzi sopravvissuti furono cambiate.

La “terapia della minaccia” era parte di una più ampia teoria gardneriana conosciuta nei tribunali preposti al diritto di famiglia in tutti gli Stati Uniti come “Sindrome di Alienazione Parentale” (Parental Alienation Syndrome, PAS). La teoria – uno dei più insidiosi pezzi di scienza-spazzatura alla quale le corti statunitensi hanno dato credito negli anni recenti – sostiene che ogni madre che accusi il marito di abusare i figli stia mentendo più o meno per definizione. Ella racconterebbe queste bugie per “alienare” i figli dal loro padre, una scioccante negazione di responsabilità parentale per la quale lei meriterebbe di perdere tutti i diritti di custodia in favore dell’ipotetico abusante.

Questa non è solo una tattica pacchiana, garantita dall’inizio per proteggere all’atto della separazione gli interessi dei padri , di gran lunga i più entusiastici sostenitori di Gardner, ma ha anche distrutto le vite di centinaia, forse migliaia di famiglie americane negli scorsi 15 anni. In uno stato dopo l’altro, le corti si sono rimesse alle credenziali accademiche di Gardner ed hanno consegnato la custodia dei bambini nelle mani dei loro presunti abusanti, persino nei casi in cui referti della polizia, referti medici e testimonianze di insegnanti ed assistenti sociali avevano supportato le accuse della madre.

Ormai, il concetto di “alienazione parentale” è entrato nella giurisprudenza ed ha governato migliaia di dispute in cui Gardner stesso non ha svolto alcun ruolo. Tuttora non ha basi scientifiche nella maniera più assoluta. Non è riconosciuta dall’Associazione Psichiatrica Americana o da qualsiasi altro corpo professionale. Il flusso di libri che Gardner produsse sulla materia a partire dai tardi anni ‘80 furono tutti di auto-pubblicazione, senza il tradizionale processo di revisione. Il suo metodo per determinare l’affidabilità delle accuse di abusi sessuali fu denunciato da un noto esperto di violenza domestica, Jon Conte dell’Università di Washington, come “probabilmente il più ascientifico pezzo di spazzatura che abbia mai visto nel campo in tutta la mia carriera”.

Nessuno con esperienza nei casi di divorzio con alta conflittualità potrebbe negare che le madri, un qualche caso, producano false accuse contro i loro mariti. Ma Gardner andò molto oltre. Ritenne che il 90% delle madri fossero bugiarde che “programmavano” i bambini a ripetere le loro bugie e non si curò mai dell’evidenza comprovata. Teorizzò che i presunti abusi delle madri esprimessero, in forma dissimulata, le loro stesse inclinazioni sessuali verso i propri figli.

Ed egli stesso sostenne che non vi fosse nulla di particolarmente sbagliato nella pedofilia, incestuosa o meno. “Uno dei passi che la società deve fare per fare i conti con l’attuale isteria è “venirne fuori” ed assumere un atteggiamento più realistico verso il comportamento pedofilo,” scrisse in “ Sex Abuse Hysteria - Salem Witch Trials Revisited (1991)” ( L’isteria dell’abuso sessuale – I processi alle streghe di Salem rivisitati, ndr). La pedofilia, aggiunse, è una pratica largamente diffusa e praticata tra letteralmente miliardi di persone”. Intervistato una volta su cosa avrebbe dovuto fare una madre se il suo bambino avesse lamentato di subire abusi sessuali da suo padre, Gardner replicò: “Cosa dovrebbe dire? Non dire queste cose di tuo padre. Se lo farai, ti picchierò.”

è incredibile che una tale figura possa essere stata presa seriamente in considerazione dai giudici nei tribunali ma, in un sistema antagonistico dove i padri hanno spesso più denaro da spendere nelle cause di divorzio, le teorie di Gardner si sono dimostrate notevolmente persuasive. Il giornale dell’Accademia Americana di Psichiatria Adolescenziale e Infantile scrisse nel 1996 che un libro di Gardner, Protocols for the Sex-Abuse Evaluation (Protocolli per la valutazione dell’abuso sessuale), era “una ricetta per dimostrare la falsità degli abusi sessuali, nascosta sotto la forma di obiettività scientifica e clinica. Si sospetta che diventerà un bestseller tra gli avvocati difensori.” E così si è verificato.

Il lavoro di Gardner ha creato una generazione di madri e figli psicologicamente terrorizzati ed, in molti casi, fisicamente dalle sentenze tribunalizie che egli ha influenzato. In uno dei suoi primi casi, una donna fisico del Maryland da lui etichettata come “alienatrice parentale”, inadatta ad ottenere la custodia dei suoi bambini, fu successivamente colpita a morte dal suo ex-marito. Ciò nonostante, Gardner non cambiò il suo punto di vista secondo il quale la moglie fosse la reale cattiva; le bugie di lei, insisté lui, avevano reso il marito temporaneamente psicotico.

Il passato di Richard Gardner era sorprendentemente convenzionale. Nato nel Bronx, a New York, nel 1931, studiò medicina e psichiatria in varie prestigiose università dello stato di New York, ed assolse al compito di psichiatra dell’esercito statunitense in Germania. Nominato nella Divisione di Psichiatria Infantile alla Columbia nel 1963, fu rispettato per molti anni come esperto nell’esperienza infantile in ambito di divorzio.

Dopo lo sviluppo della sua Sindrome di Alienazione Parentale nel 1980, comunque, lui e la Columbia University si allontanarono lentamente ed egli trascorse la maggioranza del suo tempo nell’esercizio privato della professione nel New Jersey. Lungo il percorso si trasformò anche nell’autentico mostro americano.

Andrew Gumbel

venerdì 4 marzo 2011

Cosa è la PAS ( “Sindrome” da alienazione genitoriale)? In breve….

di Cecilia
27/09/2010

Dal blog No alla violenza sulle donne

Associazioni come Adiantum si sono schierate nettamente a favore della PAS, di cui sostengono l’ammissione nell’iter-processuale divorzile attraverso la presentazione del ddl 957 (firmato PdL) integrato con il ddl 2209 (a firma della leghista Lussana) che riguardano il cosiddetto “ affido condiviso-bis” (se ne parla ampiamente, noi condividiamo le preoccupazioni esposte da Femminismo a Sud qui) .

Questo ottimo articolo rinvenuto su un numero dell’Observer UK, riassume in breve e con estrema chiarezza la discussa falsa sindrome e la storia del suo ideatore.

Buona lettura.

Dr Richard A. Gardner


Psichiatra infantile che sviluppò la teoria della Sindrome di Alienazione Parentale.

Sabato, 31 Maggio 2003

Richard Alan Gardner, psichiatra nato a New York il 28 Aprile 1931; MD 1956; sposato due volte (un figlio maschio, due figlie femmine); Morto a Tenafly, New Jersey, il 25 Maggio 2003.

In una disputa combattuta per la custodia di minori, avvenuta nei sobborghi di Pittsburgh qualche anno fa, tre ragazzini implorarono il tribunale minorile di non forzarli a continuare la frequentazione con il loro padre perché, dissero, era fisicamente abusivo nei loro confronti. Piuttosto che credere ai ragazzi, il giudice fece affidamento sulla testimonianza di un esperto nominato dal padre, un professore di psichiatria clinica della Columbia University, Richard A. Gardner.

Gardner asserì che i ragazzi stessero mentendo come risultato di un “lavaggio del cervello” ad opera della loro madre e raccomandò qualcosa che lui chiamava “la terapia della minaccia”. Essenzialmente, ai ragazzi Grieco fu detto che avrebbero dovuto essere rispettosi ed obbedienti nelle loro visite al loro padre e che se non lo fossero stati la madre sarebbe finita in prigione. Poco dopo, il sedicenne Nathan Grieco, il maggiore dei fratelli, si impiccò nella sua camera da letto, lasciando dietro di sé un diario in cui aveva scritto che la vita era diventata un “tormento senza fine”. Sia la corte che Gardner non ammisero mai i propri errori persino dopo il suicidio, e fu solo dopo un esposto sul quotidiano locale che le disposizioni per la custodia per i due ragazzi sopravvissuti furono cambiate.

La “terapia della minaccia” era parte di una più ampia teoria gardneriana conosciuta nei tribunali preposti al diritto di famiglia in tutti gli Stati Uniti come “Sindrome di Alienazione Parentale” (Parental Alienation Syndrome, PAS). La teoria – uno dei più insidiosi pezzi di scienza-spazzatura alla quale le corti statunitensi hanno dato credito negli anni recenti – sostiene che ogni madre che accusi il marito di abusare i figli stia mentendo più o meno per definizione. Ella racconterebbe queste bugie per “alienare” i figli dal loro padre, una scioccante negazione di responsabilità parentale per la quale lei meriterebbe di perdere tutti i diritti di custodia in favore dell’ipotetico abusante.

Questa non è solo una tattica pacchiana, garantita dall’inizio per proteggere all’atto della separazione gli interessi dei padri , di gran lunga i più entusiastici sostenitori di Gardner, ma ha anche distrutto le vite di centinaia, forse migliaia di famiglie americane negli scorsi 15 anni. In uno stato dopo l’altro, le corti si sono rimesse alle credenziali accademiche di Gardner ed hanno consegnato la custodia dei bambini nelle mani dei loro presunti abusanti, persino nei casi in cui referti della polizia, referti medici e testimonianze di insegnanti ed assistenti sociali avevano supportato le accuse della madre.

Ormai, il concetto di “alienazione parentale” è entrato nella giurisprudenza ed ha governato migliaia di dispute in cui Gardner stesso non ha svolto alcun ruolo. Tuttora non ha basi scientifiche nella maniera più assoluta. Non è riconosciuta dall’Associazione Psichiatrica Americana o da qualsiasi altro corpo professionale. Il flusso di libri che Gardner produsse sulla materia a partire dai tardi anni ‘80 furono tutti di auto-pubblicazione, senza il tradizionale processo di revisione. Il suo metodo per determinare l’affidabilità delle accuse di abusi sessuali fu denunciato da un noto esperto di violenza domestica, Jon Conte dell’Università di Washington, come “probabilmente il più ascientifico pezzo di spazzatura che abbia mai visto nel campo in tutta la mia carriera”.

Nessuno con esperienza nei casi di divorzio con alta conflittualità potrebbe negare che le madri, un qualche caso, producano false accuse contro i loro mariti. Ma Gardner andò molto oltre. Ritenne che il 90% delle madri fossero bugiarde che “programmavano” i bambini a ripetere le loro bugie e non si curò mai dell’evidenza comprovata. Teorizzò che i presunti abusi delle madri esprimessero, in forma dissimulata, le loro stesse inclinazioni sessuali verso i propri figli.

Ed egli stesso sostenne che non vi fosse nulla di particolarmente sbagliato nella pedofilia, incestuosa o meno. “Uno dei passi che la società deve fare per fare i conti con l’attuale isteria è “venirne fuori” ed assumere un atteggiamento più realistico verso il comportamento pedofilo,” scrisse in “ Sex Abuse Hysteria – Salem Witch Trials Revisited (1991)” ( L’isteria dell’abuso sessuale – I processi alle streghe di Salem rivisitati, ndr). La pedofilia, aggiunse, è una pratica largamente diffusa e praticata tra letteralmente miliardi di persone”. Intervistato una volta su cosa avrebbe dovuto fare una madre se il suo bambino avesse lamentato di subire abusi sessuali da suo padre, Gardner replicò: “Cosa dovrebbe dire? Non dire queste cose di tuo padre. Se lo farai, ti picchierò.”

è incredibile che una tale figura possa essere stata presa seriamente in considerazione dai giudici nei tribunali ma, in un sistema antagonistico dove i padri hanno spesso più denaro da spendere nelle cause di divorzio, le teorie di Gardner si sono dimostrate notevolmente persuasive. Il giornale dell’Accademia Americana di Psichiatria Adolescenziale e Infantile scrisse nel 1996 che un libro di Gardner, Protocols for the Sex-Abuse Evaluation (Protocolli per la valutazione dell’abuso sessuale), era “una ricetta per dimostrare la falsità degli abusi sessuali, nascosta sotto la forma di obiettività scientifica e clinica. Si sospetta che diventerà un bestseller tra gli avvocati difensori.” E così si è verificato.

Il lavoro di Gardner ha creato una generazione di madri e figli psicologicamente terrorizzati ed, in molti casi, fisicamente dalle sentenze tribunalizie che egli ha influenzato. In uno dei suoi primi casi, una donna fisico del Maryland da lui etichettata come “alienatrice parentale”, inadatta ad ottenere la custodia dei suoi bambini, fu successivamente colpita a morte dal suo ex-marito. Ciò nonostante, Gardner non cambiò il suo punto di vista secondo il quale la moglie fosse la reale cattiva; le bugie di lei, insisté lui, avevano reso il marito temporaneamente psicotico.

Il passato di Richard Gardner era sorprendentemente convenzionale. Nato nel Bronx, a New York, nel 1931, studiò medicina e psichiatria in varie prestigiose università dello stato di New York, ed assolse al compito di psichiatra dell’esercito statunitense in Germania. Nominato nella Divisione di Psichiatria Infantile alla Columbia nel 1963, fu rispettato per molti anni come esperto nell’esperienza infantile in ambito di divorzio.

Dopo lo sviluppo della sua Sindrome di Alienazione Parentale nel 1980, comunque, lui e la Columbia University si allontanarono lentamente ed egli trascorse la maggioranza del suo tempo nell’esercizio privato della professione nel New Jersey. Lungo il percorso si trasformò anche nell’autentico mostro americano.

Andrew Gumbel >

Originale al link:
http://ceciliaalagna.wordpress.com/2010/09/27/cosa-e-la-pas-sindrome-da-alienazione-gelitoriale-in-breve/

martedì 22 febbraio 2011

LA SINDROME DI ALIENAZIONE PARENTALE (PAS) – Realtà clinica o argomento retorico?

LA SINDROME DI ALIENAZIONE PARENTALE (PAS)

- Realtà clinica o argomento retorico? -


A CURA DEL DR. ANDREA MAZZEO

Negli ambiti clinici e di ricerca la sindrome in questione, chiamata anche Sindrome di Alienazione Genitoriale, è poco nota; lo è molto invece in ambiti forensi (criminologia, medicina legale, psichiatria forense, psicologia giuridica).

Il clinico, psichiatra o psicologo, che si accosti a questa entità resta non poco sorpreso nel leggere ciò che ne scrivono alcuni.

Secondo Richard A. Gardner, l’autore che per primo l’ha proposta alla comunità scientifica nel 1985, la sua insorgenza sarebbe strettamente legata al “proliferare delle cause per l’affidamento dei minori”(1); già questo incipit fa storcere un po’ il naso. Riesce difficile pensare che una vicenda giudiziaria possa rappresentare un fattore eziologico per un nuovo disturbo, psichiatrico o psicologico che sia. Certo, una vicenda giudiziaria è un fattore stressante che può dar luogo ad un ventaglio di disturbi reattivi allo stress; ma, appunto, possediamo già le categorie cliniche per i disturbi da stress, e la PAS non è fra essi compresa.


Disattenzione della nosografia? Misconoscimento?

Possibile che l’OMS e l’APA abbiano entrambe sottovalutato questo disturbo, tanto da non ricomprenderlo né nell’ultimo aggiornamento dell’ICD-10 (2) né nel DSM-IV (3) e nel DSM-IV-TR? (4). Curiosità vuole che si vada anche a ricercare, nella proposta per il futuro DSM-V, cosa la task-force dell’APA stia facendo in merito; per trovare un accenno alla PAS si deve andare nell’ultima sezione, quella dei contributi da fonti esterne, in attesa di ulteriori studi che la confermino (5).

La “sindrome” in questione consisterebbe in questo: se un minore, nel corso delle vicende di una separazione conflittuale, rifiuta di incontrare, parlare, andare a trovare, uno dei due genitori è perché, sostiene Gardner, il minore è stato manipolato da un genitore (da lui chiamato alienante) contro l’altro genitore (da lui chiamato alienato). Per Gardner tra il genitore alienante ed il bambino si crea una collusione di natura psicotica, una folies à deux, sostanzialmente; precedenti terapeuti che sono intervenuti nella situazione conflittuale senza porre questa diagnosi sono anch’essi collusi con il sistema delirante condiviso, venendosi a realizzare una folies à trois. Solo, sostiene Gardner, gli “specialisti della PAS” sono in grado di riconoscere questa collusione; ovviamente gli specialisti verranno formati alle sue scuole secondo le sue idee.

Credo non sfugga a nessuno l’estrema fragilità, meglio, l’inconsistenza epistemologica di queste tesi. Dinamiche di quel tipo si osservano ma sono agevolmente spiegabili alla luce delle teorie psicologiche correnti e ben consolidate; la manipolazione del minore da parte di un genitore può verificarsi, ma va affrontata con gli strumenti di cui la psicologia dispone e che sono supportate dalle evidenze scientifiche; il rifiuto di un minore verso un genitore può avere come causa la manipolazione da parte dell’altro genitore, ma questo non può essere un automatismo esplicativo. La folies à deux esiste (Disturbo Psicotico Condiviso per il DSM) ma è molto rara e non si manifesta con il rifiuto di un genitore ma con sintomi psicotici evidenti; il rifiuto di vedere un genitore non è un sintomo psicotico e non è utile alla diagnosi di un disturbo psicotico. La folies à trois, in cui sarebbe addirittura coinvolto il terapeuta che spiega il rifiuto del minore in altro modo, praticamente non esiste perché le persone che condividono il delirio devono essere “unite da vincoli di consanguineità o di matrimonio” (3) o comunque in una relazione stretta che dura da tempo.

Poiché si tratta di una patologia rara è ben strano che tutti i pazienti osservati da Gardner soffrissero di questo disturbo; sembrerebbe che si siano concentrati negli stessi luoghi frequentati da Gardner; il bias è evidente.

Il rifiuto verso un genitore può invece originare dal fatto che questo genitore è violento in casa e quindi spaventa il minore, o che picchia l’altro genitore e quindi il minore ne è impaurito, che il genitore rifiutato sia psichicamente disturbato e terrorizzi la famiglia, che abbia addirittura abusato sessualmente del minore stesso, e così via. Compito del perito, in tali situazioni, non è quello di fornire al magistrato una risposta semplicistica ad un problema complesso, ma di approfondire le dinamiche intrafamiliari cercando anche le verità scomode. La psicologia offre un’infinità di strumenti, ampiamente validati, per indagare tali dinamiche; le tautologie non sono mai utili.

Ricercando studi recenti balza ben presto all’attenzione un lavoro del 2008, di autori spagnoli che s’intitola “La lógica del Síndrome de Alienación Parental de Gardner (SAP): Del síndrome «puro» a la «terapia de la amenaza” (6), scritto da Antonio Escudero, psichiatra a Madrid, Lola Aguilar Redo, pediatra e Direttrice di un centro per il recupero di bambini e donne vittime di violenza, e Julia de la Cruz Leiva, chirurgo. Di questo lavoro sono state trovate in internet due stesure, una pubblicata nel sito della Società Spagnola di Neuropsichiatria ed una sul sito della Liz Library (articolo n° 9). Quanto segue fa riferimento a quest’ultima versione.

Gli AA hanno svolto un’approfondita ricerca nelle principali banche dati trovando, al settembre 2007, zero lavori nelle library del BMJ, Cochrane e SciELO; 32 lavori in EMBASE, 10 in Medline, 42 in PROQUEST e 10 in PubMed. Un po’ pochino per una “malattia” già anzianotta; 94 lavori in 22 anni, meno di 4 lavori l’anno, a livello mondiale. Ovviamente non sono compresi i tanti lavori pubblicati in riviste non indicizzate dalle banche dati consultate, il cui valore scientifico è però molto scarso; spesso consistono in mere ripetizioni dei concetti di Gardner, senza nulla apportare di nuovo alla ricerca.

Gli AA concludono il loro corposo lavoro affermando che la PAS è priva di contenuto scientifico e rappresenta solo un artifizio dialettico, un argomento retorico; anche la “terapia” proposta da Gardner, e ripresa senza varianti in ambito forense, è priva di valore scientifico. Gardner afferma che la “cura” di questa “malattia” consiste in un provvedimento del Giudice che tolga l’affidamento del minore ad un genitore (quello alienante, sec. Gardner) per darlo all’altro genitore (quello alienato, sec. Gardner).


Ma che malattia è quella che si cura con un provvedimento giudiziario?

Un disturbo mentale può venire curato con i farmaci o con la psicoterapia, o entrambi, o non richiedere alcuna cura. Un decreto del Giudice può curare una malattia? Mai sentito nulla del genere.

Come affermato da Escudero e coll, la teoria della PAS cancella, con un drammatico colpo di spugna, tutte le ricerche scientifiche degli ultimi cento anni di psicologia da “Piaget a Vigotski, Spitz, Mahler, Klein, Freud (Anna), Ainsworth, Winnicott, Bowlby, Lebovici, Ajuriaguerra, Diatkine, Anzieu, Erikson” (6), e tanti altri.

Con la consegna coatta del minore al genitore da lui rifiutato e l’interruzione di ogni contatto, persino telefonico, con il genitore amato (perché in questo consiste in sostanza la terapia proposta da Gardner), vi è il grave e concreto rischio di consegnare il minore proprio al genitore violento o che lo ha abusato sessualmente. Questa è stata una costante nei paesi in cui le teorie di Gardner si sono radicate, USA, Canada, Argentina, Spagna. Proprio questo rischio ha portato le autorità politiche e scientifiche di questi paesi a prendere una posizione radicale rifiutando la PAS ed ogni concetto ad essa collegato.

Nel 2009, sempre in Spagna, è stato pubblicato un libro da due psicologhe, una argentina, Sonia Vaccaro e l’altra spagnola, Consuelo Barea Payueta, che svolge una approfondita analisi della PAS e delle drammatiche conseguenze che ha avuto la sua applicazione negli USA in Argentina ed in Spagna (7).

E qui tocchiamo un tasto al quale i “sostenitori” della PAS reagiscono in maniera poco professionale. Tali questioni concernono la biografia di Gardner e le sue opinioni, più volte espresse nei suoi lavori, sulla pedofilia. Non si può prescindere da ciò se si vuole avere un’idea precisa della PAS.

Gardner era uno psichiatra forense, libero professionista, che si occupava esclusivamente di cause di affidamento di minori nel corso di separazioni conflittuali; alla sua morte il The New York Times pubblicò il necrologio dando notizia del decesso del Prof. Richard A. Gardner, della Columbia University; alcuni giorni dopo il giornale dovette pubblicare una rettifica, precisando che il Dr Richard A. Gardner aveva dichiarato falsamente (il verbo inglese è misstated) la sua posizione alla Columbia University poiché non era Professore di Psichiatria Infantile, ma solo un volontario non retribuito (8).

Con i proventi del suo lavoro di psichiatra forense aveva messo su una propria casa editrice, la Creative Therapeutics che pubblicò tutti i suoi libri, e solo quelli.

In più lavori Gardner esprime opinioni favorevoli alla pedofilia od ai rapporti sessuali tra il padre ed il bambino o la bambina; non è il caso di riportare tali affermazioni in questa sede, visto che sono facilmente reperibili in rete.

Ad ulteriore riprova dell’inconsistenza scientifica della PAS, nel marzo del 2010 l’Associazione Spagnola di Neuropsichiatria si è pronunciata ufficialmente con un proprio documento rigettando questa “sindrome” (sbrigativamente definita un “castello in aria”) e consigliando agli iscritti di non farne uso né in contesti clinici né in contesti giudiziari (9).


Ma la situazione negli USA qual’è? Gli USA hanno già archiviato da tempo la questione PAS.

Nel 2002 una giurista, la Professoressa Carol Bruch, dell’Università Davis della California ha pubblicato un lavoro dal titolo significativo: “Parental Alienation Syndrome and Alienated Children – getting it wrong in child custody cases” (10), con il quale fa letteralmente piazza pulita della PAS e dei concetti ad essa collegati (“alienazione parentale”, “madre malevola”, ecc).

Nel 2003 la Rivista dell’Istituto di Ricerca dei Procuratori USA di Giustizia (NDAA’s American Prosecutors Research Institute) ha pubblicato un articolo di Erika Rivera Ragland e Hope Fields (entrambe Procuratori, cioè rappresentanti dello Stato nei processi) dal titolo: “Parental Alienation Syndrome: What Professionals Need to Know”. Il lavoro di Ragland e Fields si compone di due parti distinte.

Nelle conclusioni della prima parte scrivono, tra l’altro: “In short, PAS is an untested theory that, unchallenged, can have far-reaching consequences for children seeking protection and legal vindication in courts of law (11)” (In breve, la Pas è una teoria non verificata che, se non contestata, può provocare conseguenze a lungo termine per il bambino che cerca protezione e rivendicazione legale nei tribunali).

Nelle conclusioni della seconda parte scrivono: “PAS is an unproven theory that can threaten the integrity of the criminal justice system and the safety of abused children (12)”. (La PAS è una teoria non dimostrata in grado di minacciare l’integrità del sistema di giustizia penale e la sicurezza dei bambini vittime di abusi).

Adesso gli USA si trovano a dover affrontare le cause che stanno intentando contro lo Stato coloro che negli anni ’80 e ’90 sono stati diagnosticati come affetti dalla PAS; minori all’epoca ma adesso adulti e consapevoli del danno ricevuto.

Per quanto riguarda il Canada, il Dipartimento (Ministero) di Giustizia canadese consiglia di utilizzare “modelli esplicativi multidimensionali più complessi in contrasto con la nozione non empiricamente supportata di PAS” (13).

Sul fronte, diciamo, favorevole a questa diagnosi è da registrare un recente articolo di Bernet e coll. (14); il goal dell’articolo è evidente sin dal titolo: l’inserimento della PAS nel prossimo DSM-V e nell’ICD 11. Una rassegna bibliografica, quindi, dei lavori sino ad oggi pubblicati che possa convincere gli estensori del DSM a prenderla in considerazione, più che uno studio che apporti nuove conoscenze in questo campo; con questo obiettivo la PAS viene ribattezzata PAD (Parental Alienation Disorder).

Gli AA mostrano di avere le idee poco chiare sin dall’inizio dell’articolo poiché ne propongono l’inserimento (14) o nel corpo del DSM-V, o nell’Appendice B (Altre condizioni che possono essere oggetto di attenzione clinica) o in una della altre appendici del DSM-V (Criteri e Assi utilizzabili per ulteriori studi). A mio parere l’obiettivo degli AA è solo quello di ottenere comunque l’inserimento del PAD in una qualsiasi sezione del DSM, non importa quale, per poterlo poi sbandierare in tribunale come una sindrome riconosciuta dal DSM.

Nel paragrafo successivo illustrano i motivi per cui, a loro parere, l’alienazione parentale è una diagnosi; tra le venti ragioni esposte si va dall’essere un disturbo dell’attaccamento ad un disturbo relazionale; poi che è un concetto valido per via dei numerosi studi condotti in vari paesi (ma senza supportare questa affermazione con riferimenti bibliografici specifici), al fatto che i criteri diagnostici sarebbero replicabili come confermato da numerose ricerche (che però non vengono citate), ecc.

Una serie di argomentazioni retoriche più che dati scientifici, che sono ripetute sino alla fine del’articolo. Ne segue un’ampia bibliografia, elencata in ordine alfabetico e non numerata, cosa che non consente alcun riscontro tra le affermazioni fatte nel lavoro ed il corrispettivo riferimento bibliografico. Lavori, come già detto, non indicizzati dalla banche dati o che non raggiungono i criteri minimi della Cochrane per essere oggetto di metanalisi.

Chiudono il lavoro proponendo, in analogia con i DSM, il set di criteri diagnostici (da A ad F) ma senza fornire indicazioni sul numero di criteri necessari per la diagnosi e soprattutto senza affermare che in assenza di compromissione psico-sociale, clinicamente significativa, del bambino non si può fare la diagnosi del Disturbo.

Come concludere questa rassegna?

Richiamandoci alla nostra deontologia professionale; nel corso dell’attività peritale è buona norma, sempre, attenersi a conoscenze scientifiche consolidate e comprovate da letteratura inoppugnabile; avvalersi di concetti seducenti, forse, ma scientificamente inconsistenti rappresenta una brutta consuetudine che rasenta la malpractice e ci espone ad accuse di negligenza ed imperizia.

Meglio lasciar perdere i voli di fantasia e restare ben ancorati al terreno familiare dell’evidenza scientifica (DSM o ICD), fornendo al Magistrato che dovrà esprimere il suo giudizio elementi concreti e scientificamente attendibili.


BIBLIOGRAFIA

1. Gardner, R.A. (1998). The Parental Alienation Syndrome, Second Edition. Cresskill, NJ: Creative Therapeutics, Inc.

2. OMS (1995), ICD-10, Criteri diagnostici per la ricerca, Masson, Milano.

3. APA (1996), DSM-IV, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Masson, Milano.

4. APA (2001), DSM-IV-TR, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – Text revision, Masson, Milano.

5. APA (2010), DSM-V, Development. (http://www.dsm5.org/ProposedRevisions/Pages/ConditionsProposedbyOutsideSources.aspx)

6. Escudero A, Aguilar Redo L e de la Cruz Leiva J (2008), La lógica del Síndrome de Alienación Parental de Gardner (SAP): Del síndrome «puro» a la «terapia de la amenaza». Rev. Asoc. Esp. Neuropsiq. v. 28 n. 2 Madrid.

(http://scielo.isciii.es/scielo.php?pid=S0211-57352008000200004&script=sci_arttext&tlng=es)

(http://www.thelizlibrary.org/site-index/site-index-frame.html#soulhttp://www.thelizlibrary.org/liz/pas.htm)

7. Vaccaro S e Barea Payeta C (2009), El pretendido Síndrome de Alienación Parental – un instrumento que perpetúa el maltrato y la violencia, Deslcée de Brower, Bilbao.

8. Obituary of Richard Gardner (2003), The New York Times.

(http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9F05E0DB1539F93AA35755C0A9659C8B63&scp=1&sq=ri chard%20a.%20gardner&st=cse)

9. AEN (2010), Declaración en contra del uso clínico y legal del llamado Síndrome de Alienación Parental. (http://www.aen.es/docs/Pronunciamiento_SAP.pdf)

10. Bruch C S (2002), Parental Alienation Syndrome and Alienated Children – getting it wrong in child custody cases. Child and Family Law Quarterly, Vol 14, No 4.

(http://www.thelizlibrary.org/liz/bruch.pdf)

11. Rivera Ragland E, Fields H (2003), Parental Alienation Syndrome: What Professionals Need to Know – Part 1 of 2, (http://www.ndaa.org/ncpca_update_v16_no6.html)

12. Rivera Ragland E, Fields H (2003), Parental Alienation Syndrome: What Professionals Need to Know – Part 2 of 2, (http://www.ndaa.org/ncpca_update_v16_no7.html)

13. Documento del Dipartimento di Giustizia del Canada, paragrafo 4.3.4.

(http://www.justice.gc.ca/eng/pi/fcy-fea/lib-bib/rep-rap/2006/2005_3/p4.html#a4_3)

14. Bernet W, Von Boch-Galhau W, Baker A J L, Morrison S L (2010), Parental Alienation, DSM-V, and ICD-11, Am J Family Therapy, 38:76–187.

RINGRAZIAMENTI: ringrazio amiche ed amici di Facebook per i preziosi consigli forniti durante la stesura di questo lavoro.


Articolo in originale pubblicato qui: http://www.osservatoriopsicologia.it/2011/01/29/la-sindrome-di-alienazione-genitoriale-pas/

La storia di Nathan Grieco, "ammalato" di PAS secondo Gardner

Nathan era il più grande di tre figli nati dal matrimonio tra Louis Grieco, militare nella marina degli USA e Karen S. infermiera dell’Esercito; la coppia, che viveva in una base militare in California, si separò nel 1989.

Louis Grieco denunciò la situazione ai suoi superiori e questo ebbe come conseguenza il congedo immediato di Karen dall’Esercito; rimasta senza lavoro la donna si trasferì in Pennsylvania dai suoi genitori dove trovò un nuovo lavoro come infermiera in un Centro Medico dei Veterani USA, conobbe un medico dello stesso Ospedale con il quale si sposò nel 1982.

Da quel momento l’ex-marito cominciò a presentare denunce contro Karen con il pretesto che non le faceva visitare i figli; giunse persino ad aggredire l’ex-moglie nella sua casa ed in presenza dei figli.

Il contenzioso legale che si aprì per l’affidamento dei minori vide, ad un certo punto, entrare in scena Gardner, con le sue teorie e con la sua terapia della minaccia; il giudice lasciò l’affidamento alla madre obbligando però i minori ad andare in visita dal padre, nonostante il rifiuto di questi, per via della violenza paterna, ed il parere contrario degli altri periti.

Nathan Grieco ha lasciato questa lettera:

“Chi sono io? È una domanda che mi faccio da un po’ ... Molte cose (soprattutto negative) sono accadute nella mia vita ... ci vorrebbero due vite per descriverle tutte ... da otto anni mio padre ci accusa nei tribunali, una causa giudiziaria dietro l’altra ... Ci sono molte altre storie come questa, ma non ho né il tempo né la forza per continuare. Così termina questo capitolo di tormento infinito della mia vita”.

Quante donne e quanti bambini devono ancora soffrire prima che qualcuno si accorga che troppe donne e troppi bambini hanno già sofferto questo orrore?

P.A.S. = PEDOFILIA

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Libertà per tutte le vittime della P.A.S.

Richard Gardner e le sue affermazioni sulla Pedofilia

Richard Gardner le affermazioni sulla Pedofilia


Affidereste vostro figlio a chi formulasse queste affermazioni?


- C’è un po’ di pedofilia in tutti noi – Gardner, R.A. (1991). Sex Abuse Hysteria: Salem Witch Trials Revisited . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (p. 118)


- La pedofilia è stata considerata la norma per la stragrande maggioranza degli individui nella storia del mondo”. – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (p. 592-3)


- Allo stesso modo, “pedofilia intrafamiliare (ovvero, l’incesto) è assai diffuso e … probabilmente è una antica tradizione” – Gardner, R.A. (1991). Sex Abuse Hysteria: Salem Witch Trials Revisited . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (p. 119)


- La pedofilia può migliorare la sopravvivenza della specie umana, servendo “fini procreativi.” – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (pp. 24-5)


- I bambini sono naturalmente dotati di sessualità e possono organizzare incontri sessuali per “sedurre” gli adulti – Gardner, R.A. (1986). Child Custody Litigation: A Guide for Parents and Mental Health Professionals. Cresskill, NJ: Creative Therapeutics (p. 93).


- Se il rapporto sessuale ( pedofilo ) viene scoperto, “il bambino rischia di mentire in modo che l’adulto sarà incolpato per l’inizio della relazione pedofila – Gardner, R.A. (1986). Child Custody Litigation: A Guide for Parents and Mental Health Professionals. Cresskill, NJ: Creative Therapeutics (p. 93).


- L’ abuso sessuale non è necessariamente traumatico; ciò che renderà traumatiche le molestie sessuali è l’atteggiamento sociale verso questi incontri. – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (pp. 670-71)


- Particolare attenzione deve essere presa nel non allontanare il figlio dal padre che lo ha molestato. La rimozione di un genitore pedofilo da casa “dovrebbe essere presa seriamente in considerazione solo dopo tutti i tentativi di trattamento della pedofilia e di riavvicinamento con la famiglia si sono rivelati inutili – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse. Cresskill, NJ: Creative Therapeutics.(p. 537)


- I bambini più grandi possono essere aiutati a capire che gli incontri sessuali tra un adulto e un bambino non sono universalmente considerati atti riprovevoli. Al bambino potrebbe essere raccontato di altre società in cui tale comportamento è stato ed è considerato normale. Il bambino potrebbe essere aiutato ad apprezzare la massima di Amleto di Shakespeare, che disse: “Niente è buono o cattivo, ma il pensiero lo rende così”. -Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics.(p. 549)


- In queste discussioni il bambino deve essere aiutato a comprendere che noi abbiamo nella nostra società un atteggiamento esageratamente punitivo e moralista sugli incontri sessuali fra un bambino ed un adulto – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics.(p. 572).


Nota Bene: la editrice Creative Therapeutics aveva ed ha sede legale presso l'abitazione di Richard Gardner, che la fondò onde servirsene per divulgare le sue teorie, fuori dagli ambienti accademici e scientifici.
Richard Gardner è stato per il mondo scientifico l'equivalente pseudo professionale del pedofilo di Amazon oggi arrestato per la pubblicazione e divulgazione dell'apologia del reato di pedofilia.

RICHARD GARDNER E LA SINDROME DEL PADRE FORNICATORE

La Fornicating Father Syndrome (la sindrome del padre fornicatore) è anche conosciuta come la Fetid Father Syndrome, ovvero la sindrome del "padre fetido". Ringrazio Marta per aver messo in rete la traduzione italiana della lettera. L.M.

Richard Gardner e la
Sindrome del Padre Fornicatore


Richard A. Gardner, M.D.
155 County Rd.
Cresskill, N.J. 07626

july 1999


Egregio dott. Gardner,


sappiamo da diverso tempo che l'incesto è un problema che si interseca con tutti i substrati culturali e socioeconomici. Comunque, aumentando l'accessibilità alla pornografia e con il sistema morale dei valori in decli...no, il problema sta crescendo drammaticamente.

Ricerche valide ci mostrano che, statisticamente, la maggior parte dei colpevoli sono di sesso maschile. Comunque, non esiste una “sindrome” per questo genere di abusante. Noi sentiamo che questo sia necessario, visto che parecchi di questi abusanti finiscono in tribunale, dove si richiede la testimonianza di esperti. Naturalmente, non finiscono in un tribunale penale, cosa che, nel nostro attuale sistema giudiziario, avrebbe anche troppo senso. No, finiscono nei Tribunali che trattano il diritto di famiglia, e chiedono l'affidamento delle loro vittime.

Bene, noi abbiamo sviluppato una 'sindrome', per questi tipi. Si chiama Sindrome del Padre Fornicatore. Ha un bel suono, orecchiabile, non trova? E pensiamo che faccia proprio per lei!!!

Sotto le elenchiamo la lista dei 'sintomi' di questa sindrome. Ovviamente, proprio come nella sua infame Sindrome d'Alienazione Genitoriale, il minore e chiunque faccia parte dell'Emisfero Settentrionale può avere il suo ruolo nella sindrome. E poi, come nella Pas, noi, come lei, abbiamo abbandonato l'idea che possano risultare necessari la ricerca, i dati e gli studi scientifici. La sua idea dell'autopubblicazione sembra rivelarsi il mezzuccio più opportuno per giustificare le nuove sindromi. Per questa ragione, svilupperemo al più presto una collana completa di materiale autopubblicato che offriremo su “Guida all'Acquisto sulle Mode Passeggere Riguardanti la Salute Mentale e i Segreti meglio Conservati delle Collanine di Bigiotteria, sul canale 116. La preghiamo di leggere attentamente le seguenti descrizioni.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/gardner_richard.jpg
nella foto: Richard A. Gardner

Sintomi:


1. Il minore rileva molestie da parte del padre, con descrizioni di atti sessuali che gli dovrebbero essere sconosciute, a meno che il minore non abbia avuto esperienze di molestie o sia stato esposto a pornografia esplicita.

2. Il padre chiede la custodia del minore

3. Il padre chiama 'bugiardo' il minore

4. Il padre chiama la madre 'pazza', 'vendicativa', 'stronza' e 'bastarda'

5. Il minore inizia a compiere atti sessuali nei confronti di altri bambini

6. Il padre dichiara che la figlia femmina è ninfomane, mentre il maschio è encomiabile

7. Il padre chiama la madre 'pazza', 'vendicativa', 'stronza' e 'bastarda'

8. Il minore accusa sintomi psicologici inclusi incubi notturni, disagio inspiegabile nell'essere lasciato solo con il padre, si aggrappa alla madre quando sta per ricevere visite dal padre, accusa dolori intermittenti allo stomaco, problemi intestinali ecc.

9. Il padre dice la figlia femmina è istrionica, mentre il maschio è affetto dal Complesso di Edipo indottogli dalla madre

10. Il padre chiama la madre 'pazza', 'vendicativa', 'stronza' e 'bastarda'

11. Il minore rivela ai coetanei gli abusi sessuali

12. Il padre dice che, nel caso della figlia femmina, sono desideri frustrati, nel caso del maschio che cerca di impressionare gli amici

13. Il padre chiama la madre 'pazza', 'vendicativa', 'stronza' e 'bastarda'

14. Il minore si confida con il terapista

15. Il l padre chiama il terapista 'pazzo', 'vendicativo', 'stronzo' e 'bastardo', è stato contagiato dalla madre

16. Il minore si confida con altre persone, estranee tra di loro

17. Il padre dice che la società intera è stata infettata da inibizioni sessuali, folli animate da vendetta e isteria, ovviamente dalla madre

18. Il minore ha prove mediche evidenti di abusi

19. Il padre parla di tipici traumi autoindotti per quanto riguarda la figlia femmina ninfomane, di avanzamento di capacità nel caso del maschio.

20. Il padre chiama la madre 'pazza', 'vendicativa', 'stronza' e 'bastarda'

21. Il minore ha una malattia venerea

22. Il padre dichiara che l'ha presa sedendosi sull'asse del water che la madre non pulisce adeguatamente, per cui la madre è inadeguata

23. Viene trovato sperma del padre durante un'ispezione medica

24. Il padre si chiede “O ma guarda, ma come ha fatto ad arrivare lì?!”

25. Le forze dell'ordine indagano il padre

26. Il padre dice che l'ex moglie, pazza, vendicativa, stronza e bastarda, deve avergli rubato lo sperma nella notte dopo averlo drogato a sua insaputa e violentato

27. Il padre denuncia la madre per furto aggravato

28. Le forse dell'ordine interrogano la madre, poi omettono la parola 'aggravato' dall'accusa di furto

29. La madre trova sotto il materasso del minore una videocassetta in cui vede il padre che abusa del minore

30. Il padre si chiede “O ma guarda, ma come ha fatto ad arrivare lì?!”

31. Il padre dichiara che l'ex moglie, pazza, vendicativa, stronza e bastarda, è una guardona, e per questa ragione, dal punto di vista emotivo, è un genitore inadeguato

32. Il padre chiede una perizia psicologica sulla madre ai fini dell'affidamento del minore

33. Il giudice del Tribunale dei Minori chiede di sapere chi pagherà il tutto, se la madre, il consulente del minore o il perito per l'affidamento

34. Il padre chiama il consulente del minore e il perito per l'affidamento per scoprire chi pagherà la perizia che dimostrerà che la medre è pazza, vendicativa, stronza e bastarda.

35. Il perito dice che può vendere al padre la Pas, che gli costerà un sacco di soldi, ma ne varrà pena perché si toglierà dalle palle tutto il discorso legale.

36. Il padre e il consulente del minore decidono di dividere le spese

37. Il perito informa il giudice dell'accordo

38. Il perito per la custodia tira fuori una perizia standard e la compila con i nomi giusti

39. La data dell'udienza viene fissata, il padre pianifica di ristrutturare la casa, nel frattempo gira qualche altra videocassetta

Ai sintomi di cui sopra corrispondono dei punteggi, di modo che l'equazione numerica produca i risultati che indicheranno se il padre è o meno colpevole di Sindrome del Padre Fornicatore. Il bello della scala di punteggio è che è irrilevante, visto che i risultati sono sempre identici – il padre è colpevole.

Ora stiamo cercando qualcuno che promuova questa 'sindrome'.

E mentre, in tutta la nazione, sappiamo di psicologi che darebbero la vita per entrare nella stanza dei bottoni di questa faccenda, noi abbiamo per prima cosa pensavo a lei. La sua reputazione nel settore delle 'idee creative' è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno.

Da questo lei potrebbe ricevere la fama del 'grande padre' della Sindrome dei Padri Fornicatori, e qui stiamo parlando di milioni. Infatti, con la strategia giusta, pensiamo che lei sarebbe in grado di donare una testimonianza sia di PAS che di SPF, a patto di fare attenzione ai nomi e di utilizzare due diverse linee telefoniche. Le offriamo costi bassi di engineering per doppi fini.

È ovvio che con la SPF, proprio come con la PAS, non è necessario incontrare le parti che devono venire valutate. Per cui, la diagnosi di sindrome può venire fatta stando bello comodo nella sua poltrona ; potrà inoltre beneficiare di deduzioni dalle tasse perché 'lavora a domicilio', utilizzando la stanza più ampia della sua casa come ufficio.

Il mercato è maturo! Non si lasci sfuggire questa occasione. Ci sono tanti altri cloni di Richard Gardner, là fuori, ma un unico vero Dick! Lei, è quello originale!


Con immensa stima,

La SPF e la PAS


P.s: i primi 500 che si iscriveranno alla SPF avranno diritto a uno sconto per le future sindromi!

http://www.thelizlibrary.org/liz/letter.htm)

Leggi anche Fetid Father Syndrome.

Sulla biografia di Richard A. Gardner, autore della teoria sulla P.A.S. (Sindrome di alienazione genitoriale) leggi il necrologio dal NY Times e l'autopsia del 25 maggio 2003.